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Categoria: motivetti fami(g)liari

Dopodomani le mimose

Dopodomani le mimose

Una collega ha tentato di intervistarmi (di farmi intervistare) su un tema su cui non avevo mai riflettuto con un minimo di profondità. Mi ha beccato impreparato. Lei lo ha capito, io ho schivato l’intervista, ma mi sono sentito in dovere di dedicare qualche viaggio in macchina a pensare a cosa comunque avrei detto in tale intervista. Il tema è quello della violenza di genere. Avrei provato a definire, prima di tutto, cosa intendo per violenza. Per me è vittima…

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Quel che va detto

Quel che va detto

Mi segnala un amico un articolo che mi è sfuggito perché da qualche anno ormai non sono più abbonato al settimanale su cui è uscito. Niente di personale: il rinnovo dell’abbonamento era un compito che avevo affidato a mio padre, ed è una delle poche cose sue che non mi sono ripreso, in parte per pigrizia, ma solo in parte. Poi però mi leggo queste righe, e in parte mi rammarico di non aver letto prima e di non aver…

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Tre anni dopo

Tre anni dopo

All’inizio di febbraio 2011, all’inizio cioè del mio dottorato di ricerca, pubblicavo su Fb una nota intitolata “Elenco dei motivi per cui lascio per tre anni la cattedra e mi rimetto tra i banchi (se tutto va bene)”. L’ultima parentesi era riferita alla burocrazia e alla speranza che non avrebbe messo bastoni tra le ruote (c’era in ballo l’entrata in vigore della riforma Gelmini che ha avuto effetti anche sui cosiddetti “congedi straordinari per dottorato di ricerca” del personale delle…

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Girotondo

Girotondo

Aspettando l’apertura di un negozio piuttosto pigro, mi sono trovato con una mezz’ora da perdere. Sono andato a trovare nonno Ferdinando e nonna Cesira. Bisnonno e bisnonna, per la precisione. Riposano in un piccolo camposanto in una pianura senza orizzonte, come dice mia mamma, in cui lo sguardo incontra sempre qualcosa, albero, boschetto, casolare, argine. O nebbia. Un cimitero piccolo, racchiuso da mura antiche in cui il cancello aperto è comunque una soglia faticosa da attraversare. A destra e a…

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La custodia delle storie

La custodia delle storie

Oggi un funerale. Franco era un primo cugino di mio padre. Una famiglia grande, la loro, sparsa tutto sommato su una piccola zona della provincia, ma con alcuni rami che sono partiti e approdati ad altri luoghi, in provincia e fuori. Quello di mio padre è semplicemente emigrato in città, dopo la guerra passata in campagna. Sesto, un altro cugino, mi indica il cimitero, e mi dice: “il nonno Ferdinando e la nonna Cesira anche loro sono là”. E a…

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