Quando la moglie è in vacanza

Quando la moglie è in vacanza

Oggi, per rendere un po’ più leggera la correzione di uno dei miei cinque pacchi di verifiche e approfittando dell’assenza (per vacanza) della coniuge e soprattutto della prole (che mal tollera che si metta in discussione il suo monopolio dei mezzi audiovisivi) ho dato una rapida scorsa ai CD che da secoli stazionano nei pressi del lettore (anziché riposare legittimamente nello scaffale del mio studio) e me ne è capitato in mano uno che, appunto, da secoli non ascoltavo.

Rachmaninov, concerto n. 2 in do minore. No, non è il “Rach3” che Geoffrey Rush suonava nel film “Shine”. E’ il Rach2, se proprio dobbiamo dargli un soprannome (idiota?).

E in questo pomeriggio di nuvole in stile britannico per qualche motivo mi si è materializzata in salotto un’atmosfera afosa ed estiva. Che strideva alquanto con la congestione allergo-virale che mi sta attanagliando in queste ore.

Mi sono chiesto il motivo della calura evocata fin dai primi accordi di questo concerto. Credo di aver trovato la risposta nella memoria delle trasmissioni televisive dell’emittente locale durante le estati padane di tanti anni fa.

Quando cioè, in assenza di programmazione originale e sfruttando probabilmente qualche svendita di pellicole con almeno dieci anni di proiezioni cinematografiche, il canale metteva in onda una serie di classici (i “filmoni”, li chiamavamo in casa) che andavano da Hitchcock a “La gatta sul tetto che scotta”, passando per John Wayne, Glenn Ford e compagnia bella. Una programmazione che si ripeteva estate dopo estate.

E allora, insieme alle sirene del porto di “La finestra sul cortile” o il tema di “Via col vento”, uno dei motivi che sono rimasti associati alla prima brezza che entrava a smuovere l’afa di casa al calar del sole dalle finestre finalmente aperte sono gli accordi iniziali di pianoforte di questo concerto. Nel film di Billy Wilder del 1955 il buon Tom Ewell li usa come musica d’atmosfera per accogliere “la patata del piano di sopra”, la nuova vicina di casa che si manifesta in tutta la sua gloria proprio “Quando la moglie è in vacanza”.

Ecco, non pensate male. Il CD mi è praticamente cascato in mano e non avevo idea che si trovasse lì. E’ pur vero che qualche seguace di Freud potrebbe comunque sostenere che inconsciamente sapevo benissimo dove trovarlo e che l’occasione analoga potrebbe avermi condotto proprio là dove l’avrei trovato. E che ci posso fare, lascerò che il seguace di Freud dica quel che vuole.

Sicuramente mi è venuto caldo (o forse è stato il decongestionante che ho preso?). E mi sono goduto una mezz’ora di musica libera, a un volume consono, di ricordi e viaggi nel tempo. La correzione del pacco di compiti ha goduto di un’atmosfera più rilassata.

Però, ve l’assicuro, nessuna Marilyn Monroe è venuta a suonare alla mia porta. Per fortuna (sapeste il disordine!).

3 pensieri riguardo “Quando la moglie è in vacanza

  1. Grazie, scusa il ritardo… è un momento un po’ frenetico… vedrò cosa posso fare (anche se non ho mai partecipato a questi giochini/catene, ma chissà, c’è sempre una prima volta?). A presto!

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