Io sciopero, perché…

Io sciopero, perché…

Martedì 5 maggio è il mio giorno libero. Non andrei a scuola comunque.

Però ho provveduto a dare comunicazione volontaria al mio Dirigente Scolastico sulla mia intenzione di essere considerato in sciopero.

Ho già scritto qualche giorno fa che ero indeciso. L’uscita successiva della ministra Giannini, che parlava di “squadristi” che contestano e di altri che stanno zitti, e il susseguente silenzio del Premier (si scrive, un silenzio irato e operativo; bubbole, dico io, sempre silenzio è) mi hanno convinto.

Ho trovato anche questa lettera, che condivido pienamente. L’hanno inviata le maestre di mio figlio ai genitori della classe. E io, pur non dando nessun fastidio a studenti o alla scuola (è il mio giorno libero, avrebbero fatto comunque a meno di me), pago la mia quota di stipendio per far numero tra coloro che scioperano. Perché voglio che sappiano, lassù, che basta così.

Che basta con le prese in giro.

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