Di motociclisti e altro

Di motociclisti e altro

Stavo leggendo (ai miei pargoli) di una motocicletta volante cavalcata da un gigante ispido che recava con sé un bambino in fasce. E poi del sogno, probabilmente ricorrente, di quest’ultimo, una volta cresciutello, riguardante tale veicolo volante.

E così mi sono incuriosito, e siccome domani il più grande dei miei pargoli salta scuola grazie al provvido intervento del santo patrono locale, mi sono chiesto: ma i motociclisti avranno un santo patrono che li protegga anche intanto che volano?

Di coincidenza in coincidenza mi sono trovato a scoprire che esiste un santo patrono dei motociclisti: un tale santo da Harley Davidson che calò dall’Irlanda mille secoli fa rombando lungo la via per Roma e fondando monasteri ovunque si fermasse a sostare.

Uno ce l’ho vicino, nella nostra Emilia così ricca e oggi così poco elettorale, dove è morto e riposa il centauro monastico, e dove proprio oggi si è celebrata la tradizionale sagra, nella ricorrenza della morte, che pare sia avvenuta proprio il 23 novembre del 615.

Ecco, pensando al buon irlandese (wikipedia ne traduce il nome gaelico come “bianca colomba”), penso che avremmo bisogno oggi di bikers come lui. Che attraversano l’Europa piantando semi spirituali, che germogliano, sviluppano radici che tengono insieme, con la forza dei valori e dell’umanità, un continente oggi diviso come mai negli ultimi sessant’anni.

Buon san Colombano!

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