Scale che si possono salire, oggi

Scale che si possono salire, oggi

Ho osservato oggi un papà, che accompagnava a scuola il suo bambino, in prima elementare.

L’ha accompagnato fin in cima alla scalinata che dà sulla grande porta a vetri. Il bambino l’ha baciato distrattamente, poi è entrato.

Il papà ha fatto qualche passo indietro e ha scoperto che attraverso una vetrata laterale poteva vedere suo figlio mentre questi saliva le scale interne, litigava con il trolley quasi più grande di lui, ed entrava in aula dal corridoio sospeso.

L’ho visto girarsi verso di me, aveva gli occhi bagnati, il volto sorridente.

Io lo so il perché. Forse. Lo conosco, quel papà.

Avrà pensato che vent’anni fa probabilmente lui (o sua moglie) avrebbe dovuto rinunciare al lavoro per curare la condizione del figlio, per mandarlo a scuola dandogli l’assistenza di cui ha bisogno.

Avrà pensato che cent’anni fa probabilmente fa suo figlio non avrebbe raggiunto l’età della scuola elementare.

A lui la commozione. A me la rabbia.

Per chi spara cretinate senza pensare. Big Pharma, gli OGM, i vaccini, i medici venduti… è difficile augurare a qualcuno di trovarsi nella situazione di aver bisogno dei ritrovati della scienza e della tecnologia medica: non lo farò.

Ma oggi quel bambino può andare a scuola da solo, come i coetanei. Quel papà può accompagnare il figlio come qualunque altro papà. Grazie alla scienza, alla ricerca farmaceutica, agli OGM, al sistema sanitario. Niente è perfetto, beninteso, e c’è ancora tanto da fare. Ma tanto, tanto è stato fatto.

Sparate scemenze sui gol in fuorigioco, su cui persino voi riuscite a documentarvi. Ma lasciate perdere il resto, per favore. Non serve, alla fine, passarci in mezzo; non serve essere parenti di qualche industriale del farmaco o medico venduto. Serve, invece, rendersi conto di come si stava, davvero, e di come si sta oggi; serve provare a fare qualche passo nei panni degli altri prima di sentenziare, guardare i figli degli altri salire le scale della scuola, prima di pontificare.

Serve avere un’intelligenza e un cuore, e saperli usare.

E lì non c’è farmaco che tenga, e l’unica scia chimica che lasciate dietro di voi è quella della stupidità.

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