Dieci idee scientifiche… più una (3)

Dieci idee scientifiche… più una (3)

Terzo nella serie (il secondo era qui) di post che si riferiscono a questo articolo, che riporta le opinioni di alcuni scienziati sulle idee scientifiche che più di altre vengono travisate nel linguaggio comune o nel discorso dei “non iniziati”.

Inserisco qui una chiosa su un’idea, la terza, di cui non parlo (scrivo) volentieri. Prima di tutto perché è inutile: della “meccanica quantistica” sembra ci sia una gran voglia di parlare, specialmente da parte di coloro che non ne sanno nulla; io che un pochettino (e non è un understatement) l’ho studiata, non posso certo avere la pretesa di diventare un opinion leader affermando che quanto c’è di suggestivo e di accattivante nella meccanica quantistica va cercato ben più in profondità delle chiacchiere fantascientifiche da salotto. Comunque, ecco qua.

Indeterminazione quantistica e quantum weirdness.

Mettiamola così: il “quantistico” è, ancora oggi a più di un secolo dal suo ingresso nel panorama scientifico, talmente misterioso per la persona della strada che è sufficiente qualificare qualunque stravagante affermazione con tale aggettivo per abbattere immediatamente le difese di chi ascolta. E allora si legge un decrepito premio Nobel (per la medicina) affermare (chissà su che basi) che la meccanica quantistica prevede che la molecola d’acqua (chissà perché proprio l’acqua) possieda una memoria (e anche una nostalgia?); o che lo scienziato tale ha detto che, uno studio talaltro ha dimostrato che… e tutto per via della meccanica quantistica.

Guardate, un consiglio: a chi vi propone l’aggettivo “quantistico”, chiedete il libretto degli esami universitari. Se non c’è scritto “fisica” o “chimica”, passate in modalità topo Gigio: “macosamidicimai?”. Magari ha anche capito benissimo quel che vi sta raccontando, ma chi lo sa. E poi informatevi, usando fonti decenti. Non è possibile che, per quanto “strana” e difficile, una teoria scientifica così precisa sperimentalmente e tecnologicamente fruttuosa sia ancora oggi tanto sconosciuta ai più da poter diventare, di volta in volta, il contenitore di qualunque roba strana accada. Una pagina, dal sito dell’università di Stanford, in cui si trova una rassegna critica e un minimo sensata di cosa si intenda per “quantum weirdness” e di come questa sia stata interpretata a livello scientifico, è questa.

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