Perché puntare sul protagonismo dei bambini e dei ragazzi

Perché puntare sul protagonismo dei bambini e dei ragazzi

Perché ci sono, e non è scontato che ci siano; ed essendoci hanno il diritto e il dovere di contribuire a rendere migliore il mondo in cui vivono: non sono i “futuri cittadini”, cittadini li sono già oggi.

Perché hanno voglia di fare, conoscere, partecipare: affinché noi adulti li deludiamo qualche volta di meno.

Perché le idee le hanno, siamo noi adulti che non sappiamo decifrarle e renderle praticabili: per loro formulare idee e per noi capirle sono due esercizi fondamentali che costruiscono la comunità attraverso la coesione generazionale.

Perché hanno avuto meno tempo per formarsi pregiudizi e possono ricordarci cosa vuol dire esserne liberi.

Perché per imparare non c’è modo migliore del fare, dello sporcarsi le mani.

Perché hanno il maggior interesse nell’evitare scelte miopi e nel praticare quelle lungimiranti, già oggi.

Perché noi adulti siamo quasi tutti genitori, zii, nonni, fratelli o sorelle maggiori, e siamo stati tutti bambini e ragazzi: sappiamo benissimo che quando i bambini e i ragazzi si trovano a loro agio, tutta la comunità vive più serena, mentre quando i bambini e i ragazzi vivono situazioni di tensione, di pericolo, di difficoltà, è la comunità tutta a sentirle su di sé.

Perché non votano.

Perché impareranno, crescendo, che le orecchie non smettono mai di crescere; perché imparino anche che non si tratta solo di una curiosità anatomica.

Perché cresceranno, se ne andranno: per dar loro motivo di tornare.

Il protagonismo dei ragazzi non è una novità. Io ne sento parlare da almeno trent’anni. Ma nell’azione concreta delle nostre comunità locali, troppo poche sono le amministrazioni che hanno voglia di prendere i bambini e i ragazzi a misura delle loro iniziative.

Penso valga la pena provarci. E’ forse la ragione più importante che mi ha spinto ad accettare un impegno con Fornovo Insieme.

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