Venticinque aprile e venticinque maggio

Venticinque aprile e venticinque maggio

Il 25 aprile è il giorno in cui festeggiamo la liberazione del nostro Paese dall’occupazione nazista, delle nostre città dalla dittatura fascista, la fine di una tragedia, la guerra, che ha toccato ogni famiglia, ogni persona di diverse generazioni.

E’ la festa dei Partigiani: uomini e donne di diversa estrazione culturale e sociale, comunisti, cattolici, liberali, ricchi, poveri, cittadini e contadini, letterati e analfabeti, che decisero di mettere a repentaglio le loro vite e il benessere delle proprie famiglie per contribuire a sovvertire un regime dittatoriale, per opporsi a nemici spietati, alcuni dei quali erano stati amici fino a poco tempo prima.

Perché credevano nella democrazia e nella libertà. Per dare ai loro figli, ai loro nipoti un futuro di democrazia e di libertà.

Il 25 maggio, quest’anno, sarà un momento di celebrazione di questa stessa democrazia, di questa stessa libertà.

Non importa se ci piace o non ci piace l’Europa dei tecnocrati, la signora Merkel, Tsipras o Schultz. Il Parlamento che andremo a eleggere il 25 maggio è la risposta al 25 aprile. Non più un’Europa disintegrata, rasa al suolo, a lutto in ogni famiglia per la guerra, ma un’Europa che si siede in cerchio e decide del proprio futuro, insieme. Seguendo le regole della democrazia, non delle armi. Certo, una democrazia imperfetta, una libertà non totale. Ma prima di guardare avanti, guardiamo indietro e ricordiamo da dove veniamo. E allora recupereremo anche lo slancio per eleggere rappresentanti che portino avanti lo spirito delle origini di questa costruzione di pace, lo spirito di Schuman, Adenauer, De Gasperi, Spinelli, Monnet: nemici, secondo le logiche della guerra, iniziatori di un percorso di integrazione che ci conduce fino ad oggi.

Ma il 25 maggio sarà anche il giorno in cui, più in piccolo, in tante città si deciderà chi amministrerà il bene comune per i prossimi cinque anni.

Amministrare il bene comune: si tratta di questo, e non è un gioco sporco. E’ il frutto di ciò che celebriamo oggi.

Mi è stato chiesto di impegnarmi in una lista, nel mio paese.

Ho detto di sì.

Con lo spirito di chi non si accontenta di criticare da fuori. Di chi vuole mostrare che ancora ha un senso impegnarsi per migliorare le cose per tutti, sacrificare il proprio tempo libero, le proprie aspirazioni individuali, persino quelle famigliari, per il bene della comunità a cui appartiene.

E’ una lista civica, Fornovo insieme, che vuole aggregare un consenso ampio su alcune idee, non su posizioni ideologiche. Ma è una lista a cui hanno aderito alcuni partiti, il Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Sinistra Ecologia e Libertà e altri gruppi politici presenti sul territorio (da ultimo, Fare per fermare il declino), che mettono a disposizione il loro patrimonio migliore di persone, di energie, di esperienze.

Mi sono sentito onorato della richiesta, come mi sento onorato di figurare in una lista in cui compaiono nomi di giovani personalità, onorato per le loro qualità umane, professionali, ideali.

E’ una lista che si stringe intorno a un candidato sindaco, Andrea Belli, che con la sua generosità e le sue capacità è stato capace di costruire intorno a sé un consenso convinto e convincente.

Il 25 maggio è anche il compleanno del mio primogenito: 6 anni. Ho pensato che un bel regalo per lui, per l’altro (che li compie poco dopo) e per tutte le bambine e i bambini di Fornovo, sarà un paese che prova a tornare a vivere. Sarà un’amministrazione che cercherà di guardare al paese dal loro punto di vista, dalla loro altezza. Che non li considererà figli di, nipoti di, o come futuri cittadini, ma che li chiamerà per nome come cittadini oggi, capaci di dire la loro, di partecipare, di progettare, di vivere il paese, nella consapevolezza che se loro sono in grado di abitare da cittadini nel loro paese, con doveri e diritti, idee e richieste, tutti gli altri cittadini, di ogni fascia d’età e condizione, si troveranno a loro agio.

E allora inizio questa campagna elettorale, in compagnia di persone che conosco da poco o da più tempo, ma che ho imparato rapidamente a stimare. E la inizio il 25 aprile: un mese per prepararmi all’appuntamento con la democrazia e con la libertà.

E a festeggiare, visto che vinceremo!

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