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Mese: Aprile 2014

Venticinque aprile e venticinque maggio

Venticinque aprile e venticinque maggio

Il 25 aprile è il giorno in cui festeggiamo la liberazione del nostro Paese dall’occupazione nazista, delle nostre città dalla dittatura fascista, la fine di una tragedia, la guerra, che ha toccato ogni famiglia, ogni persona di diverse generazioni. E’ la festa dei Partigiani: uomini e donne di diversa estrazione culturale e sociale, comunisti, cattolici, liberali, ricchi, poveri, cittadini e contadini, letterati e analfabeti, che decisero di mettere a repentaglio le loro vite e il benessere delle proprie famiglie per…

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Auguri

Auguri

Niente di particolarmente originale. Solo l’augurio che i giorni che vengono portino per tutti voi la novità di un’esistenza che torna a rifiorire, di una vita che si rinnova, che torna, benvenuta, a vivere. Che sia questa l’originalità dei giorni che vengono. Buon triduo santo, buona Pasqua a tutti.

Quant’altro

Quant’altro

Abbiamo tanta fretta di arrivare al punto che non solo ci perdiamo il piacere di elencare, di esemplificare, ma saltiamo pure l’esercizio di stile di evitare con stile gli elenchi. Nemmeno il latinismo nascosto di un “eccetera”: giusto “e quant’altro”, magari ripetuto. Che non è che brilli proprio per modernità: a quest’espressione associo, chissà perché, un’aria di desueto che, trovo, stona con l’efficientismo lessicale che di solito caratterizza chi la usa con larghezza. Riconosco un duplice uso che ne faccio,…

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Quando il papà vola via

Quando il papà vola via

Forse non si è mai “grandi” abbastanza per salutare il papà che vola via. A me è successo che ero già adulto, già babbo a mia volta. L’averlo visto invecchiato, infermo, consumato, perso non ha potuto tuttavia cancellare le immagini, ma sopratutto i profumi, il contatto di pelle, i baci, i ricordi di me bambino insieme a lui grande e forte, il babbo. Mi manca, inevitabilmente. Mi mancherà sempre, credo, e spero. Anche com’era negli ultimi suoi giorni. I suoi…

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No

No

Quanto vorrei che i miei figli sapessero a cosa ho rinunciato questa sera per poter continuare a dedicare a loro il mio tempo come oggi. Quanto vorrei che i miei studenti sapessero il “no” che ho detto stasera per poter continuare a camminare con loro. Quanto vorrei che tutti loro sapessero quanto mi brucia negare il mio aiuto, in nome di una priorità che sento mia e che li comprende, tanto mia da farmi comunque scegliere come ho scelto. I…

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