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Mese: Gennaio 2014

Un lungo pomeriggio di pensieri

Un lungo pomeriggio di pensieri

Ho passato ieri il pomeriggio al pronto soccorso dell’ospedale di città. Niente di grave, solo accertamenti rapidi per un dolorino che “quindi deve avere origine muscolare, passerà”. E va bene. Intanto, mi è capitato di incontrare due miei studenti. Con uno mi sono quasi scontrato intanto che vagavo senza meta aspettando i miei risultati. Era lì, insieme al padre, perché un altro membro della famiglia è ricoverato in quella zona. Un altro non ho voluto disturbarlo: era al telefono e…

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Età

Età

Qualche giorno fa, così, senza apparente motivo, mia moglie mi ha detto che sono “un uomo saggio”. Proprio così: stava facendo altro, io stavo correggendo la tesi al computer, lei è arrivata mi ha detto questa cosa ed è tornata a fare quel che stava facendo. Dopo l’iniziale sbigottimento per l’avvenimento alquanto insolito, l’ho rincorsa per la casa per capire a cosa si riferisse, e la sua spiegazione è stata che “parlo solo quando devo”. Che non è vero letteralmente,…

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Un bel weekend

Un bel weekend

Venerdì sera, settimana di scrutini (passati). “The sound of music”, tutti insieme appassionatamente sul divano. In attesa di un bel weekend. Che si aprirà con due ore in prima e una in seconda, e poi una retsina da Stefania, e comprenderà, in qualche momento, la correzione della tesi. Oltre a tutto il resto in famiglia. Appunto, e senza alcuna ironia, un bel weekend.

A non avere priorità

A non avere priorità

Sono consapevole che la scuola, al pari della sanità e delle pensioni, sia uno dei settori di spesa più rilevanti per lo Stato. Sono consapevole anche del fatto che quando occorre far cassa rapidamente è da lì che conviene partire. Però sono almeno dieci anni che la scuola statale viene colpita da tagli senza nessun reale progetto. Anzi, addirittura da demenziali progetti che giustificano a posteriori i tagli operati. I contratti degli insegnanti sono scaduti da diversi anni e non…

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Siamo uomini* o?

Siamo uomini* o?

Non sono un esperto, ma mi pare di capire, dalle mie lontane (più nel passato che nel futuro) esperienze didattiche, che l’incapacità di mediare, di frapporre dei freni all’esternazione (e persino alla formulazione) della prima scemenza che passa per quella complicata roba che è il cervello, presenta dei profili di profondo disagio. Cioè: se non sei capace di regolarti in ciò che dici, adattandolo alle circostanze, al mezzo, all’uditorio, eccetera, ma devi per forza esprimere le cose nel momento e…

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