Quando cinguettare è un brutto segno

Quando cinguettare è un brutto segno

In attesa di imparare a cosa serva davvero twitter, commento un tweet riportato da un commento su fb. Una cosa un po’ complicata, sono d’accordo, ma penso ne valga la pena.

Il tweet è di un politico italiano (siccome relata refero, dico il peccato ma non il peccatore) che afferma, in sostanza, che l’uragano Haiyan è il frutto del capitalismo selvaggio che non rispetta la natura.

Vado per punti.

  1. Parto con il dichiarare che sono assolutamente d’accordo sul fatto che il capitalismo selvaggio sia una schifezza da estirpare; la mia critica al politico in questione non è relativa al suo porsi contro il “turbocapitalismo”;
  2. però, ragazzi, non mi risulta che Haiyan sia targato, o abbia un’etichetta che dica “made in global warming”; i tifoni non nascono oggi, né negli ultimi vent’anni, ma sono fenomeni atmosferici conosciuti da secoli se non da millenni, e la probabilità di un evento di queste proporzioni e intensità, purtroppo, non era nulla ieri come non lo è oggi;
  3. quello che l’esimio politico avrebbe potuto dire, per essere almeno formalmente corretto, è che un fenomeno come Haiyan è più probabile grazie a un modello di sviluppo che non tiene conto dei guasti che produce sull’ambiente; più probabile, il che significa che i mutamenti climatici incidono, ma su un contesto climatico e meteorologico già delineato e, purtroppo, predisposto;
  4. e certo, che vuoi che possa scrivere con un tweet? un trattato di fisica dell’atmosfera? con un tweet mi dici uno slogan, butti un’idea; purtroppo l’idea che ho tratto da questo tweet è scientificamente insostenibile; è uno slogan buono per acchiappare l’attenzione di persone già portate a farsi catturare dal sensazionalimo senza verificare la fondatezza della notizia; in poche parole, un tweet che non fa onore al politico in questione;
  5. anche perché, parlando di fenomeni statistici sulla base del tempo, il rischio di affermare cretinate è immenso; affermare che un fenomeno probabilistico macroscopico estremamente complesso come un uragano ha una sola causa, oltretutto una causa certa è una cretinata; affermarlo in ossequio a teorie scientifiche che non possono affermare una cosa del genere  è una cretinata; affermarlo senza rendersene conto è una cretinata;
  6. come facciamo a verificare se Haiyan è il frutto del capitalismo eccetera eccetera? Semplice, si torna indietro nel tempo, si abolisce il capitalismo eccetera eccetera e si vede se Haiyan si ripresenta oppure no; ah, non si può? come? coi se e coi ma non si fa la storia? peccato, vero? eppure sarebbe bello poter affermare cose del tipo: “se Giulio Cesare fosse stato un po’ più furbo a non farsi ammazzare, oggi parleremmo tutti latino”… affascinante, no? “se non ci fosse il turbocapitalismo, il Pacifico sarebbe assolutamente fedele al suo nome”: bellissimo…
  7. ecco, io non so se tale politico abbia usato il tweet per esprimere anche solidarietà al popolo filippino, o il proprio dolore per le decine di migliaia di vittime; spero di sì, sono punti guadagnati; strumentalizzare malamente ai fini di una propaganda politica ignorante questa immensa tragedia gliene fa perdere parecchi.

7 pensieri riguardo “Quando cinguettare è un brutto segno

  1. Sono appena stato “menzionato” da un tizio sconosciuto che mi ha condiviso una foto del “Manifesto Omeopatico della Letteratura Italiana” che inveiva contro l’editoria italiana…

  2. Ciao Alessandro, lo sai che io sto spingendo perchè tu apra prima o poi un account twitter, continuo a sostenere che tu saresti un ottimo “tuittatore”. Credo che tu sia più che consapevole che la rete in generale, i social e tutto il contorno che ne deriva, hanno cambiato drasticamente la comunicazione. Quando siamo di fronte ad internet sappiamo di avere una potenza comunicativa inaudita, nel bene e nel male. Come tutte le cose tecnologiche meravigliose che mi affascinano, c’è sempre il lato “oscuro” della medaglia. Anche chi fa male il proprio mestiere o chi non ha nemmeno una lontana conoscenza della potenza del mezzo ha facile accesso alla rete, alle volte inconsciamente, altre con deliberata cattiveria, può provocare danni inimmaginabili a se stesso, alla sua famiglia o anche all’azienda per cui lavora. Quando scrivo un tweet, lo scrivo prima sulla carta, mettendo gli hastag sulle parole a cui voglio che vengano indirizzate le ricerche, citando sempre l’autore se utilizzo parole altrui, in altre parole un tweet va PENSATO. Non è vera la teoria secondo cui twitter è immediato, rispondi subito a tutti, tutti vedono la tua risposta, BALLE ! I veri professionisti sanno come utilizzare twitter, sanno come organizzare il proprio account, sanno cosa scrivere per provocare e sanno cosa fare per utilizzarlo per il “cazzeggio”. Ora, in gran parte i politici hanno un ufficio comunicazione che twitta per loro, difficilmente sono loro stessi che producono il tweet, potrebbe essere un caso di chiara provocazione “bene o male, l’importante è che se ne parli” oppure il politico in questione o il suo ufficio comunicazione sono dei pirla. A conclusione ti posso dire che, in considerazione dell’attuale andamento dello stato, non mi sorprenderebbe che il politico in questione pensasse davvero quello che ha scritto. A questo punto solo un aiuto divino ci può salvare, meno male che Papa Franceso ha l’account di twitter !

    1. Proverò, Monica, proverò, prometto. Per curiosità e per fiducia nei tuoi giudizi, che non condivido, ma di queste cose sicuramente te ne intendi più tu di me. Penso però che twitter sia il figlio dello smartphone, mentre io sono ancora al laptop… Diamo tempo al tempo.

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