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Mese: Novembre 2013

Bella per il suo pubblico

Bella per il suo pubblico

E’ di un’altra decadenza che vorrei parlare. Ne hanno già parlato in tanti, non farete fatica a trovare commenti online sull’intervista. Non fate nemmeno fatica a trovare l’intervista stessa, anche perché ci penso io a mettervi il link. Cosa ci vedo, in questa intervista, da parlarne oltre ai tanti che ne hanno già parlato? Ci vedo sicuramente un corpo colpito dalla malattia. Facendo un confronto mentale con l’immagine dell’attrice sul palcoscenico di “Allacciare le cinture di sicurezza”, la figura di…

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Pulire i cessi

Pulire i cessi

“A parte l’umiliazione che consente a don Mazzi di dire ‘Berlusconi venga qui a pulire i cessi’…” Beh, a me è capitato di pulire “i cessi”. Di casa mia, ma non solo. Io gratis, ma so che ci sono persone che si guadagnano da vivere pulendo “i cessi”. Oddio, non mi è piaciuto particolarmente: mi piace di più, ad esempio, cucinare. Però a casa mia va fatto, e nella normale divisione dei compiti mi è capitato anche di dover pulire…

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Girotondo

Girotondo

Aspettando l’apertura di un negozio piuttosto pigro, mi sono trovato con una mezz’ora da perdere. Sono andato a trovare nonno Ferdinando e nonna Cesira. Bisnonno e bisnonna, per la precisione. Riposano in un piccolo camposanto in una pianura senza orizzonte, come dice mia mamma, in cui lo sguardo incontra sempre qualcosa, albero, boschetto, casolare, argine. O nebbia. Un cimitero piccolo, racchiuso da mura antiche in cui il cancello aperto è comunque una soglia faticosa da attraversare. A destra e a…

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Quando cinguettare è un brutto segno

Quando cinguettare è un brutto segno

In attesa di imparare a cosa serva davvero twitter, commento un tweet riportato da un commento su fb. Una cosa un po’ complicata, sono d’accordo, ma penso ne valga la pena. Il tweet è di un politico italiano (siccome relata refero, dico il peccato ma non il peccatore) che afferma, in sostanza, che l’uragano Haiyan è il frutto del capitalismo selvaggio che non rispetta la natura. Vado per punti. Parto con il dichiarare che sono assolutamente d’accordo sul fatto che…

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Di calendari, rivoluzioni ed esprit de finesse

Di calendari, rivoluzioni ed esprit de finesse

Il calendario giuliano prende nome da Giulio Cesare, che lo promulgò nel 46 a.C.. Il calendario gregoriano, invece, da papa Gregorio XIII, che riformò quello giuliano nel 1582. Il problema, è noto, riguarda il fatto che l’anno solare, il giorno terrestre e il secondo (inteso come unità di misura della durata temporale) non stanno tra loro in un rapporto esatto multiplo-sottomultiplo, per cui a scandire l’anno in ore, giorni, mesi saltano sempre fuori dei rotti, che si accumulano e fanno…

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