Universalità e solidarietà

Universalità e solidarietà

In questo giorno di lutto, un testo, che molti considerano il primo, più antico brano poetico della nostra lingua, e che, indipendentemente dal credo religioso, dall’appartenenza ideologica, dall’origine etnica, parla a tutti indistintamente. Ricorda l’universalità della nostra fragilità e della nostra dignità, del valore e della bellezza della vita; e in questa universalità ci ricorda che quanto condividiamo ci rende solidali, oggettivamente: lo stesso sole, la stessa acqua, la stessa morte, la stessa vita. Una solidarietà che abbiamo bisogno, ogni giorno, e oggi in particolare, di ricordarci, di risvegliare.

Altissimu onnipotente bon Signore.

tue so’ le laude la gloria e l’honore et onne benedictione.

Ad te solo altissimo se konfano.

et nullu homo ene dignu te mentovare.

Laudato sie mi’ Signore cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno et allumini noi per loi. Et ellu è bellu e radiante cun grande splendore, de te Altissimo porta significatione.

Laudato si’ mi’ Signore per sora luna e le stelle, in celu l’ai formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’ mi’ Signore per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dai sustentamento.

Laudato si’ mi’ Signore per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’ mi’ Signore per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’ mi’ Signore per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke l’sosterrano in pace, ka da te altissimo sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente po skappare. Guai acquelli ke morrano ne le peccata mortali, beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate et benedicete mi’ Signore et rengratiate et serviateli cum grande humilitate.

(Francesco d’Assisi, Cantico delle creature)

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