Dalla Luna a…

Dalla Luna a…

Gaetano, recentemente, suggeriva la visione di uno dei miei corti Pixar preferiti.

Io commentavo che forse il mio preferito, tra tutti, è quello intitolato “One man band“.

Ovviamente tutto questo parlare di corti Pixar mi ha fatto venir voglia di tirar fuori il DVD e riguardarmeli.

E così, intanto che cucinavo, con mia moglie che accompagnava il maggiore a kung-fu, sudoku, ikebana o qualcosa del genere, ho proposto al minore entusiasta la visione dei suddetti corti.

Li sapeva a memoria, e alla sigla finale di ognuno mi prevedeva correttamente il prossimo in sequenza. Tanto per dar l’idea se gli piacciono o no.

E comunque mi sono staccato dalle zucchine proprio nel momento in cui è arrivato il mio preferito.

Musiche di Michael Giacchino, lo stesso della Luna, di Up. Tranne la sigla finale. Eh no, la sigla finale la conosco bene, non è di Giacchino! E’ di Sarasate.

Uno spagnolo di Pamplona che suonava il violino, pare, divinamente e scriveva pure robette piuttosto difficili da eseguire. Come questa “Zingaresca“, ispirata alla musica zigana ungherese.

Questo brano io l’ho conosciuto che ero relativamente cresciutello. Non l’avevamo nella nostra collezione domestica di LP per il semplice motivo che mio padre aveva lasciato il cofanetto che lo conteneva a casa di sua madre, da cui si premurò di riscattarlo che avrò avuto quindici, sedici anni.

Io che la musica ungherese posso dire di averla ascoltata fin da piccolissimo, e, pur non sapendo la lingua, ho nelle orecchie la musicalità del magiaro forse addirittura da quando ero nel pancione di mia mamma, questo brano composto da uno spagnolo non ho faticato un attimo ad assimilarlo. Sarà una questione di prosodia: non so con quali parole, ma se lo si dovesse cantare, sarebbe sicuramente con parole ungheresi: ritmo, accenti, misura delle frasi, sono quelli giusti.

Ed è così che un giro partito dalla Luna mi porta, passando per un violinista spagnolo nato in terra basca, alla nostalgia di un Paese che saranno almeno dieci anni che non vedo, da cui mi provengono però tanti ricordi, metà del DNA, la mia mamma.

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