Letture estive 2013 (4)

Letture estive 2013 (4)

Riprendo dal numero (3).

Rapidissimi, sono passati di qua tre “gialli”. Tre Agatha Christie, per essere precisi. Qualche ingenuità qua e là, uno sguardo d’altri tempi e, avverto, un po’ con la puzza sotto il naso, ma in ogni caso il tocco della maestra è evidente e molto piacevole.

Addio, miss Marple (Sleeping murder). Non ho capito cosa c’entri il titolo, che invece ha per me avuto un’influenza determinante nello scegliere questo titolo, con la trama. Una giovane sposa arriva dalla Nuova Zelanda in Inghilterra con il compito di trovare casa per sé e il marito intanto che questo sbriga le ultime faccende agli antipodi. Casualmente finisce per comprare proprio la casa in cui aveva abitato da bambina, prima di essere inviata, orfana, presso parenti neozelandesi, e che suscita in lei terribili ricordi. Christie qui gioca con il parapsico per ricondurlo sempre allo psico, le premonizioni non sono altro che memorie sepolte, ma fondate, anche se confuse. Bella, come sempre, la figura di Jane Marple, che, questa volta, tenta varie volte di dissuadere la coppia di giovani sposi dal rivangare fatti di vent’anni prima. Ovviamente invano, per poi, ovviamente, togliere qualche castagna dal fuoco…

Il pericolo senza nome (Peril at the End House). Poirot e Hastings si trovano in vacanza in Cornovaglia e incontrano la simpatica Nicky, che incuriosisce il detective affermando di essere scampata nelle ultime ore a diversi incidenti potenzialmente fatali. Il belga, naturalmente, si interessa alla vicenda, e riesce, ma solo alla fine e con diversi sbandamenti, a venire a capo di una sovrapposizione piuttosto complicata di trame. L’autrice qui si diverte molto a prendere in giro il suo più famoso personaggio, facendogli fare, prima dell’inevitabile epilogo trionfale, una serie di errori e di figuracce. Ed è notevole la maestria con cui Christie costruisce un intreccio particolarmente complesso.

E’ troppo facile (Murder is easy). Qui il detective è Luke Fitzwilliam, poliziotto coloniale al suo rientro in Inghilterra che, proprio sul treno che lo riporta a Londra incontra una anziana signora che si sta recando a Scotland Yard per denunciare e fermare una serie di incidenti/omicidi in corso nel suo villaggio ad opera di un insospettabile. Fitzwilliam archivia l’incontro come un simpatico episodio, ma deve ricredersi trovando sul giornale la notizia della morte della vecchina, investita da un pirata della strada a poca distanza dagli uffici di polizia. Decide così di entrare in azione nel villaggio della signora, paesino famoso per le streghe del passato, spacciandosi per uno studioso di superstizioni. Qui forse la mano dell’autrice è meno felice, alcuni punti non “filano” e i personaggi principali, Luke stesso e Bridget Conway in particolare, mi sono sembrati un po’ trascurati, nello sviluppo, a vantaggio di altri, effettivamente più “interessanti”. Anche qui Christie gioca con la magia e l’esoterismo, ma li lascia comunque fuori dalla soglia degli avvenimenti e delle loro motivazioni.

Buona lettura.

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