Musei

Musei

Mi ha trovato, sotto il pioppo, in questo post in cui esponevo una foto della mia città, un viaggiatore che ha avuto modo di apprezzare, ma non solo, una visita in queste terre.

Il suo post è questo, ma ce n’è anche un altro sui chiostri di San Giovanni.

Il commento finale sulla mentalità di chi ancora vede i musei come depositi di artefatti e non come fabbriche e laboratori di cultura mi si incrocia con quello che sentivo questa mattina su Radio1, con Umberto Broccoli che commentava, da Londra, il fatto che nella capitale inglese i musei offrono percorsi per ogni genere di visitatore, comprese le famiglie, al punto che i musei sono luoghi che le famiglie non disdegnano per il loro tempo libero.

I miei figli, specialmente il maggiore, sono innamorati del Museo di Storia Naturale di Kensington (gratuito), che hanno visitato (in piccolissima parte, tanto che quando torneremo sicuramente vi faremo nuovamente tappa) l’anno scorso.

E’ un problema dei musei nostrani, delle istituzioni che li gestiscono: sembra che l’unico parametro importante sia il costo.

Ma è anche un problema, credo, delle famiglie, per cui il museo, anche quelli che, pochi o tanti, cercano di proporre una fruizione innovativa, spesso non rientra nemmeno nella lista delle “cose che potremmo fare questo weekend”.

Ed è triste, perché, per quel che ricordo dalle mie esperienze da bambino (mio padre mi ha portato diverse volte al Museo Archeologico Nazionale, su mia insistenza dopo la prima volta, perché era un’esperienza ai limiti del magico), e per quel che ho visto con i miei figli, una visita a un museo risveglia la curiosità, genera storie, apre mondi e interessi.

L’ultima volta che mi è successo e stato poco più di un mese fa a Volterra, al museo etrusco (che purtroppo, eccezionale per qualità e quantità di materiali, non fa invece eccezione come qualità di esperienza museale nel desolante panorama italiano). Grazie a un depliant che ci è stato consegnato all’ingresso, la nostra brevissima visita (costataci però come se avessimo trascorso l’intera giornata all’interno) è stata una caccia al tesoro, alla ricerca dei pezzi raffigurati sulla brochure. I bambini si sono divertiti, hanno fatto chili di domande su questi oggetti sconosciuti e assolutamente estranei alla loro esperienza, domande a cui noi genitori abbiamo dovuto dare tentativi di risposte traendole al volo dai pannelli esplicativi, assolutamente inadatti a questo tipo di visita.

Però ci siamo andati, e ai bambini questo è rimasto impresso. Il maggiore oggi, quando si avvicina il tramonto, non manca di farci notare la sua “ombra della sera”.

Sarebbe bello se si potesse investire di più sui musei. Sarebbe un modo intelligente per affrontare la crisi, attingendo al nostro passato in modo nuovo, per dar valore a ciò che siamo e saremo attraverso ciò che siamo stati.

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