Festa del papà

Festa del papà

Non so bene come o perché, ma almeno in parte del mondo anglosassone si celebra oggi la festa del papà.

Ora, io sono un babbo e non un papà, e ne vado orgoglioso.

Ok, parentesi aneddoto. Passeggiavamo per Volterra, tutta la famiglia, e, davanti a un bar, abbiamo assistito all’azione repressivo/punitiva di un padre, immerso in conversazione con altri due maschi coetanei, nei confronti del figlioletto cinquenne che, evidentemente, stava importunando il genitore oltre ogni sopportazione, tant’è che l’adulto ha sollevato con irruenza il bambino, lo ha letteralmente sbattuto a sedere su un barilotto al suo fianco e ha completato l’azione, secondo me più orientata a impressionare i due interlocutori adulti che a qualunque altro scopo, con un bello scappellotto e una sgridata pubblica. Al ché, il mio maggiore chiede a mia moglie: “perché quel babbo si è arrabbiato con quel bimbo? che cosa ha fatto il bimbo?”. E, prima che mia moglie possa rispondere, interviene dalla profondità dei suoi mondi virtuali il più piccolo: “secondo me quello non è un babbo, quello è un papà”.

Tiè.

Comunque, stavo dicendo della festa del papà.

Che da noi si festeggia il 19 marzo, festa di San Giuseppe.

Ora, a me San Giuseppe sta molto simpatico, per altri motivi. Per motivi anche molto diversi da quelli addotti come motivo da chi lo propone come oggetto di venerazione.

Sono convinto che di lui abbiano scritto cose meravigliose altri santi, teologi, poeti sopraffini. Nel Vangelo, la figura di San Giuseppe come padre è quella dello chauffeur. Arriva l’angelo che dice di partire, e lui parte con tutta la carovana. Per Betlemme, per l’Egitto, per tornare indietro. Non viene mai più menzionato, se non come “il padre” (e anche qui, non c’era un padre un po’ più padre da prendere a modello?) di Gesù in un paio di episodi dell’infanzia. Fine della storia.

San Giuseppe, il padre putativo, l’accompagnatore. L’assente.

Ripeto, San Giuseppe mi sta molto caro per altri versi. Ma chi mi dice di festeggiare il papà (o il babbo) il giorno di San Giuseppe per me non ha capito una cippa di padri e paternità.

E quindi grazie mille, decido che d’ora innanzi festeggerò la terza domenica di giugno,  e ricevo quindi oggi volentieri gli auguri per la festa del papà (o del babbo).

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