Il blogger al parco

Il blogger al parco

Sabato pomeriggio sono andato al parco con tutta la family.

Sì, avete ragione, ho anche fatto una deviazione al centro commerciale. Ma dopo, appunto, sono andato al parco.

I bambini correvano dietro ai conigli, poi è arrivata un’amichetta, siamo andati agli scivoli e alle altalene.

E là, seduto su una panchina, vedo un volto che mi è noto.

Ma dove l’ho visto, ma chi è, ma chi non è, ma secondo me…

Insomma, mi sono convinto che il suo viso l’avevo visto non dal vivo ma qui sul web. Addirittura, in un blog che seguo. Come dire: avevo davanti a me, intento a trafficare con qualche diavoleria tipo macchina fotografica, in carne ed ossa, una persona che conoscevo virtualmente. E che non mi conosceva.

Ecco, parliamo delle buone maniere: che fare?

Andare là, ciao, sei per caso Pinco? Seguo sempre il tuo blog… vai fortissimo eh?

Risposta: già, vuoi un autografo o te ne vai senza?

Oppure: ma sì! dai e tu sei quello che nel novembre 2012 mi hai scritto quel fantastico commento… (al che, imbarazzo mio che assolutamente non mi ricorderei di nulla, certamente).

Ovviamente ho fatto finta di niente, dai. Metti che la memoria a gruviera avesse fatto cilecca e invece del famoso blogger fosse stato il famoso imprenditore comparso sui media locali per una storia di prostituzione minorile, sai che figura facevo.

Intanto che mi dedicavo, triangolando con la moglie, alla pastorizia dei miei due più una, nell’anonimato garantito dai nuovi occhiali da sole (e messo a dura prova dagli sternuti a raffica) ho osservato ben bene.

Perché io non sono un blogger. Io sono una persona normale che scrive su un blog. Ma lui no, lui è un blogger, caspita (anche un blogger, visto che è comunque famosissimo per altre sue creazioni). Mi sono un po’ sentito la voce di Alberto Angela: “il blogger, nei momenti liberi, si dedica ad attività con la famiglia; ama circondarsi di vegetazione, per trascorrervi le ore di svago o condurvi sessioni di aggiornamento sulle più moderne apparecchiature elettroniche…”.

A parte gli scherzi, la cosa mi ha fatto riflettere.

Prima di tutto sul fatto che, a differenza di quanto avviene in un social network, i rapporti interpersonali attraverso un blog sono molto fuori focus. Qui ci si parla attraverso contenuti, non direttamente. E, lasciando perdere la differente statura mediatica e la soggezione che ne deriva, di fronte a un “collega” blogger, non sai mai se l’incontro dal vivo sia un’intrusione dal virtuale nel reale che l’altro accetta. E anch’io, alla fine, non ho faticato molto a scegliere di non espormi.

E questo è ciò che tiene distinti i due piani, quello di questo mondo finto e quello del mondo reale. No, non mi piace: quello delle relazioni telematiche e quello delle relazioni dirette. Ed è proprio perché voglio riconoscere un senso di realtà anche alle relazioni interpersonali che si creano grazie al blog, che non mi piace questa scissione. Una scissione fatta, ad esempio, di riconoscimenti a senso unico, di lettori ignorati o ignoti.

Perciò, a chi legge: scrivete, fatevi conoscere; anch’io, leggendovi, cercherò di fare altrettanto.

E, lo dichiaro: se mi incontrate al parco, anche se non ci conosciamo dal vivo, salutatemi, che mi fate piacere.

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