Il problema di assomigliare a qualcuno

Il problema di assomigliare a qualcuno

“Michael Collins” io l’ho visto al cinema quando è uscito, nel ’96 o nel ’97. E sono rimasto impressionato dalla storia di questo personaggio, allora poco conosciuto dalle nostre parti, che è però stato un peso massimo della storia europea del ‘900 (o almeno questa è la tesi del film).

Era la prima volta che vedevo Liam Neeson in azione (ovviamente non me lo ricordavo in “Mission” o in “Excalibur”, che avevo visto, mentre “Schindler’s List”, che è precedente a “Michael Collins” non lo conoscevo ancora), e nel film sulla parabola del creatore dell’IRA questo imponente attore irlandese dà una prova che a me pare molto convincente.

Mi è capitato poi di vederlo in diverse altre pellicole e in ruoli anche molto differenti, dal cavaliere jedi al neovedovo e patrigno di un adolescente, dall’imprenditore che rischia la vita per salvare ebrei, all’arcicattivo addestratore di Batman. E di ascoltarlo spesso in versione originale, con la sua voce potente e caratteristica, per cui è stato scelto come interprete del leone Aslan nella serie tratta dai romanzi di Clive S. Lewis.

Andando al supermercato al sabato mi capita di vedere spesso le stesse persone, probabilmente gli abitudinari quanto me. E ce n’è uno che assomiglia a Liam Neeson in modo impressionante. Alto, brizzolato, vestito casual e altrettanto casual nei modi.

Il problema di assomigliare a qualcuno è la voce.

Stamattina il Liam nostrano era accompagnato da un bimbo. Toh, Liam Neeson ha un figlio, penso.

“Andrea? Andrea? Stasera vuoi mangiare alla griglia?”

Di colpo non era più Liam Neeson.

Crollato. Nemmeno se avesse detto: “Andrea? Stasera andiamo a racimolare fucili alla gendarmeria inglese?”, oppure “Andrea? che la forza sia con te!”.

La voce, la voce!

Una voce normalissima, con un’intonazione locale appena percettibile, né troppo alta, né troppo profonda. Semplicemente diversa, sia dall’originale sia da quella del doppiatore italiano.

E di colpo tutte le mie speranze di vederlo all’improvviso presentarmi Claudia Schiffer, o estrarre una spada laser e affettarmi un arrostino al banco macelleria sono svanite. In quell’offerta al figlio di una cena al barbecue.

Allora, morale della favola per te, o lettore: se sei consapevole di assomigliare parecchio a qualcuno, al supermercato sta’ zitto, o fatti doppiare!

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