Inquinamenti domestici

Inquinamenti domestici

Ho appena sentito per radio una pubblicità demenziale.

Si tratta di un noto sgrassatore disinfettante.

“In casa possono esserci i batteri”, dice. La soluzione: disinfettare tutto con il prodotto reclamizzato.

Notiziona: in casa i batteri non possono esserci, ci sono. Indipendentemente dai detergenti che si usano.

Ce li portiamo con noi, e dove siamo noi ci sono anche loro.

Altra notiziona: non tutti i batteri sono patogeni. Alcuni, anzi, ci sono abbastanza utili.

Per cui, se potessi avere la stessa diffusione della campagna pubblicitaria sopra citata, confermerei sicuramente che l’igiene domestica è importante, che permettere il proliferare dei batteri non è comunque cosa particolarmente saggia. Ma anche che il terrore dei batteri in quanto tali è una superstizione che sarebbe bene smontare.

E aggiungerei che ci sono altre forme di inquinamento domestico, oltre a quella biologica, su cui sarebbe bene fermare l’attenzione. Ad esempio quella chimica. Ad esempio quella dovuta a certi composti che vengono usati in certi detergenti (non mi riferisco specificamente a quello citato, di cui non ho letto l’etichetta), che magari non vengono sciacquati bene da pavimenti, stoviglie, vestiti e superfici e che vengono a contatto con la pelle o addirittura ingeriti con una regolarità quotidiana.

Per cui forse è importante informarsi, imparare a leggere le etichette (!) e scegliere bene, e non esagerare in nessuna direzione. O no?

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