Il prezzo dell’incompetenza

Il prezzo dell’incompetenza

Vi lascio leggere la notizia direttamente da Repubblica.it.

E poi commento brevemente, su qualcosa che è solo l’ennesimo esempio dello stesso scempio (vedi anche: mancati pagamenti della PA alle aziende fornitrici, esodati, la terribile storia dei tre suicidi di ieri che, a loro volta, non sono che gli ennesimi…)

Solo per dire che i casi sono due, e probabilmente non si escludono.

O chi deve intervenire è un tecnico per modo di dire, nel senso che conosce bene la partita doppia ma non ha idea di come funzionano le cose negli uffici della PA, o chi li deve consigliare su questi aspetti in buona o cattiva fede sbaglia di grosso.

Il risultato è una vergogna tutta italiana. E a pagarne le conseguenze sono, sempre, i più deboli. In questo caso, i precari della scuola: lavorano per la collettività e dalla collettività non ricevono riconoscimenti di carriera, non hanno nemmeno le tutele del settore privato, e ora (ma i ritardi nella corresponsione non sono cosa di oggi) non ricevono nemmeno lo stipendio.

E poi parliamo di fuga dei cervelli? Qualunque cervello precario, in queste condizioni, pensa alla fuga, e se può la compie, portandosi dietro tutto il corpo e magari la famiglia.

Andiamo pure avanti così, se ci riusciamo.

Ma non illudiamoci: non sarà l’allentamento del rigore a risollevare il Paese. Saranno le persone competenti, se ne saranno rimaste. Nelle scuole come in politica e nelle posizioni manageriali.

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