Il Lillehammer azzurro

Il Lillehammer azzurro

Passeggiando verso la mia prossima destinazione, ieri sera mi sono infilato una mano in tasca. E mi sono trovato a pormi la fatidica domanda: “ma cosa ho in tasca?”.

Poi mi sono guardato intorno, non c’era proprio un’oscurità pazzesca, e non ho visto nessun paio di occhi sgranati, né alcuna voce che sibilava “che cos’ha in tasca, tessoro?”.

Non era un anello, in ogni caso.

Era un Lillehammer azzurro.

Dicesi Lillehammer azzurro un particolare aggeggio di plastica a scatto da usare per sigillare, più o meno, comuni sacchetti del tipo da freezer, senza annodarli e in modo reversibile. Si vendono in confezioni a dozzine di diversi colori e in due misure, lunghi e corti, nella zona “cucina” di una nota catena scandinava di arredamento abbigliamento giocattoli cosmetici detersivi pantofole salmone. Il nome Lillehammer è ovviamente inventato da me. Azzurro perché quello che avevo in tasca era casualmente di questo colore.

E ho pensato che a ogni fase della vita corrispondono preziosi diversi. Il tempo dell’anello del potere è passato: siamo ormai al tempo del pane surgelato.

Cosa volete, anche Bilbo, dopo un po’, è tornato a casa, con la sua parte di tesoro, per godersi di nuovo le sue torte, le sue birre, il suo buco.

D’altronde, ho anch’io ho portato a casa la mia parte di tesoro, e in più ho anche un paio di nani, o di elfi, devo ancora capirlo, che vivono con me.

Quindi, di cosa mi stupisco? Del mio Lillehammer azzurro? Ma figuriamoci…

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