Parlando coi fiori

Parlando coi fiori

Giusto ieri, in occasione del primo giorno di primavera (per la precisione, del primo giorno intero di primavera, visto che quest’anno, almeno secondo le Tabulae Wikipaediane, l’equinozio di primavera si è verificato il 20 marzo intorno all’italico mezzogiorno), il mio bimbo più piccolo mi ha chiesto:

“Allora, se oggi è primavera, quando arrivano i fiori?”

Al che, ho risposto usando un po’ di logica:

“Arriveranno presto, ma c’è da aspettare un po’, è nevicato fino all’altro ieri, bisogna dare ai fiori il tempo di capirlo, che è arrivata la primavera”.

Già stamattina, passando davanti alla scuola, non ho mancato di far osservare i getti verdi di qualche bulbo che punteggiano, come se fosse un prato grossolano e cicciotto, le aiuole ancora ingombre di scheletri di alchechengi di qualche anno fa.

Ma poi oggi a pranzo, uscendo dal Dipartimento, ho sentito un profumo che mi ha fatto voltare. Era un profumo di prato. Erba sotto il sole. E infatti c’era l’erba, e c’era pure il sole che la scaldava. Là in mezzo al prato una macchia bianca e azzurra di margherite e veroniche mi stava chiamando.

“Guarda che noi il nostro mestiere lo stiamo già facendo… sei tu che vai ancora in giro col piumino con tanto di cappuccio bordato di ecogatto”.

Al che, e per fortuna non c’erano passanti, ho risposto:

“Sì, aspettate la vendetta di Bernacca, nel weekend, poi vediamo chi lo vuole il piumino e l’ecogatto…”.

Però è impossibile che siano spuntati tutti oggi.

Il che vuol dire che i fiori se ne sono accorti che è primavera. E pure da qualche giorno. Chi non se n’era avveduto, ero io.

Pensandoci bene e osservando meglio il giardino, le forsizie da qualche giorno davano segni di giallo, le magnolie sembrano pronte a inondarci di bianco e la Domenica ha già potato le rose da un paio di settimane…

Non c’è nulla da dire: hanno ragione loro. Bastava tenere gli occhi aperti. Sono sempre i piccoli segni a tradire il futuro: basta accorgercene.

Bene, questo vuol dire che devo sbrigarmi a trovare un modo per rapinare l’infestazione di iperico di fianco all’asilo di un esemplare (e cos’è un “esemplare” di iperico? un rametto? un’intera pianta?) da trapiantare in giardino…

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