Gialli in bianco e nero

Gialli in bianco e nero

Non ricordo quando in casa nostra è entrata la televisione a colori. Ricordo il marchio del primo televisore, con un puntino blu che mi piaceva molto.

E ricordo che per i miei, dopo che il terremoto dell’83 lo fece precipitare dalla libreria (“tubo catodico crepato, mi dispiace signora”), nessun altro televisore ha mai più avuto gli stessi colori.

Negli anni Ottanta, comunque, sicuramente guardavamo film colorati. Tranne i classici, per cui “guardavamo” diventa “guardavano”, io ero un teen-ager in quegli anni.

Salvo rarissime eccezioni.

Qualche anno fa scoprii Amazon. Visitare il loro sito britannico (quello italiano ovviamente ancora non c’era) mi fece un po’ l’impressione che mi aveva fatto, da ragazzino, varcare la soglia di HMV a Oxford Street, a Londra: l’impressione di entrare nel paese delle meraviglie.

Dopo qualche titubanza, direi per soggezione prima di tutto, una volta deciso che vi avrei acquistato qualcosa, l’imbarazzo della scelta mi fece rifugiare su qualcosa di certo, un punto fermo.

Quattro punti fermi, in realtà tre, perché uno di questi io non ero mai riuscito a vederlo in televisione. Quattro punti fermi in bianco e nero scoperti nell’era della televisione a colori. Quattro “gialli” inglesi diretti da George Pollock, con protagonista Margaret Rutherford nei panni di Ms Jane Marple.

Margaret Rutherford (da Wikipedia).

Assassinio sul treno (Murder she said, 1961), Assassinio al galoppatoio (Murder at the gallop, 1963), Assassinio sul palcoscenico (Murder most foul, 1964),  e Assassinio a bordo (Murder ahoy, 1964) hanno un tono a tratti ingenuo, sempre misurato, abbastanza scuro, ovviamente sia per il tipo di situazioni che per i contrasti del bianco e nero, ma rischiarato sempre dall’umorismo della fisicità di Miss Marple, delle sue espressioni facciali, del suo incedere impacciato, della sua testardaggine, dei suoi rapporti col signor Stringer (interpretato dal marito dell’attrice, Stringer Davis) e con l’ispettore Craddock. Ma soprattutto, per me la cifra di questi quattro film, ciò che mi faceva star seduto di fronte a queste opere fuori moda, fuori tempo, erano i colori vivaci e brillanti della colonna sonora di Ron Goodwin.

E ora che i classici non mi spaventano più, né il bianco e nero, continuo ad adorare questa vecchietta ficcanaso e saputella e i quattro film che Amazon mi ha portato (infatti non mancano in videoteca) a casa e che rivedo e riascolto sempre con piacere.

Adesso, non parliamo di guardarli tutti e quattro in stecca (ci vuole un fisico bestiale, e io non ce l’ho), ma se qualcuno che legge avesse voglia di rivederne uno (in inglese: Amazon.co.uk non ti vendeva film in italiano, eh), si faccia vivo che organizziamo…

2 pensieri riguardo “Gialli in bianco e nero

  1. LI conosco a memoria ( in italiano) e sono una grande ammiratrice di Miss Marple e del suo “innamorato”.Mi incuriosisce il fatto che potrei seguirne uno in inglese!
    Decidi tu.

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