Carnevale alla materna

Carnevale alla materna

L’anno scorso la domenica di Carnevale le maestre della materna hanno preparato i bambini alla sfilata. In realtà, per due domeniche.

Bambini vestiti da pittori, accompagnati dai genitori. Ma c’erano anche loro, le maestre. Gratis.

C’era anche una bottega, in cui le maestre che non sfilavano mostravano i quadri che i bambini avevano realizzato nei laboratori d’arte. Una galleria. Gratis.

Come da tanti anni, come da tradizione, nella materna di cui parlo. Come da consuetudine in tante scuole italiane.

Quest’anno, no.

Ho chiesto, al colloquio con la maestra del più grande, se pensavano di fare qualcosa per Carnevale anche quest’anno.

La maestra mi ha risposto di no. Non sono stati stanziati i soldi per fare i laboratori, e loro si sono stancate di lavorare gratis senza nemmeno il riconoscimento dei progetti educativi che propongono.

E fanno bene.

Da genitore posso dire che mi dispiace (oddio, non è che io sia un fan sfegatato del Carnevale, ma so che almeno uno di loro ci si diverte). Da genitore posso dire che cercheremo di rimediare in qualche modo.

Ma da collega, e soprattutto da cittadino dico che è giusto che tutti i genitori si accorgano del fatto che le scelte dissennate sulla scuola degli ultimi vent’anni significano una riduzione di opportunità per i loro figli. E che è ora che ci si accorga che la dignità degli insegnanti non può essere compressa più di così.

E, ripeto, mi dispiace per i miei figli. E non principalmente per il Carnevale perso. Ma perché crescono in un Paese in cui la scuola non conta nulla. E nemmeno in campagna elettorale è degna di qualche promessa.

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