Il fastidio dell’aforisma

Il fastidio dell’aforisma

Eccolo là, in bianco su sfondo nero:

Farsi ingannare una volta è spiacevole, due volte stupido, tre volte vergognoso.

– Cicerone –

E va già bene che non c’è scritto “cit” punto e basta, come se questo volesse dire qualcosa.

E’ vera? E’ falsa? L’ha scritto davvero? Quando? Perché?

Oddio, suona giusta: conoscendo un attimino il tipo (avendolo odiato cordialmente per cinque anni), è una cosa che avrebbe potuto dire. Ma anche mille altri autori prima e dopo di lui. Magari è di Bob Marley, o di Jim Morrison, che in assoluto sono i più prolifici autori della aforismatica digitale.

Capisco che facebook non sia una tesi di laurea o un articolo specialistico. E capisco che già riuscire a trovare una citazione con tanto di autore sia grasso che cola, per cui rompere le scatole sulle fonti è esagerato.

Quel che non riesco a capire è perché mi viene il nervoso. Mi coglie la frenesia e vado a cercare, anche solo su google, immaginando come potrebbe essere in latino: semel bis ter? Troppo facile, eh? Opto per “primum” e via, buttiamola sul “decipi”. E zac, trovo qualcosa nella seconda pagina, ci vuole anche un “quidem” in mezzo, quindi, un link dietro l’altro si svela l’arcano.

Primo quidem decipi incommodum est, iterum stultum, tertio turpe.

Cicerone, de Inventione, I, 71.

L’ha scritta lui. Ma che fastidio il non doversi fidare. Ma non è mica colpa mia, è più forte di me…

E d’altra parte mi è capitato già una volta che mi dicessero: guarda il tale ha detto che taglierà le tasse, poi invece l’avevano frainteso. Un’altra volta sembrava che l’avesse detto di nuovo, ma nessuno è stato capace di trovare dove e quando l’avesse detto. Insomma, il fact-checking anche nelle dichiarazioni è importante. Anche perché tutti sanno che:

Le parole sono come sassi: da più in alto le fai lanciare, più lontano arrivano.

(Confucio?)

2 pensieri riguardo “Il fastidio dell’aforisma

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