Sotto il pioppo

Sotto il pioppo

Sono rimasto colpito da questo post del blog “strategie evolutive” che, per inciso, seguo sempre molto volentieri.

Letto? Bene.

Ovviamente questo blog ha pretese ben diverse, ha un seguito quantitativamente nemmeno paragonabile da lontano (ma solo in termini numerici, neh?).

Eppure la sensazione che bloggare dall’Italia in italiano sia qualcosa di ben diverso dal bloggare in inglese per un pubblico… globale, direi, questa sensazione mi è rimasta.

Sono andato a vedere quel che ha fatto Davide Mana nel suo nuovo blog in inglese, Karavansara, (lo linko anche qui perché dal primo post si preannuncia almeno altrettanto interessante), e mi sono detto:

beh le motivazioni sono un po’ diverse; non è che io voglia “di più”; forse è solo l’idea di sperimentare qualcosa di nuovo; di provare questa comunità di WordPress nella sua dimensione più ampia; forse…

E insomma, ho aperto un nuovo blog, in inglese, anch’io. Giusto per vedere di nascosto l’effetto che fa.

Tre post, uno riciclato da qua (credo che lo farò regolarmente: i post del Weekly Photo Challenge, privi di haiku, verranno riproposti anche là), uno che spiega che diavolo è questa roba, e uno un po’ più creativo, di partecipazione a una Writing Challenge sul Daily Post.

Otto “likes” in una notte, la prima. Come inizio, non c’è malaccio…

Come dico spesso… vedremo.

Voi, invece, che ne dite?

6 pensieri riguardo “Sotto il pioppo

  1. Io,purtroppo non potrò “frequentarlo”,visto che non conosco l’inglese.Sono molto interessata a questo,infatti ti seguo tutti i giorni. Ritengo però che tu abbia fatto molto bene ad aprirne un altro in inglese,perchè hai tanti argomenti interessanti,vari e originali che meritano una partecipazione più ampia. Auguri. 🙂

  2. Complimenti! L’esperimento è interessante e, ovviamente, ti seguirò anche “di là”… In effetti, l’idea di uscire un po’ “dalla provincia” ha tentato a volte anche me ma poi – ed è il motivo per cui non faccio canzoni in inglese – subentra la paura di non farsi capire (a causa della mia ignoranza) o di essere frainteso.
    (Poi ti accorgi invece che ogni lettura è, in fondo, un fraintendimento…)
    Comunque sia, scusa lo sproloquio e in bocca al lupo!
    KV

    1. Ma infatti… La lettura è sempre creativa, no? Quella di qualcuno che scrive in una lingua appresa ancora di più. Vediamola così! 🙂
      Grazie, mi fa molto piacere se mi seguirai anche laggiù sotto il pioppo.

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