Ricevo e pubblico

Ricevo e pubblico

Ricordo di essermi stupito qualche anno fa quando un ministro, intervistato al TG, invitava a non etichettare i lavoratori dipendenti come onesti solo perché non possono evitare di pagare le tasse, né di bollare tutti i lavoratori autonomi come automatici evasori, suggerendo che in realtà della categoria fanno parte anche i più onesti tra tutti, quelli che, pur potendolo fare, non evadono.

Ebbene, ieri mattina mi reco, per motivi legati a questo post, da uno stimato professionista del mio paese. Un conoscente, tra l’altro, marito di una collega, e mio compagno di accompagnamento e ritiro bimbi a scuole varie confinanti. Lavora una quindicina di minuti per una spesa totale, materiali inclusi, di dieci euro. Faccio per tirare fuori la banconota, ma lui mi fa accomodare in ufficio, tira fuori il blocco delle ricevute, senza che io dica assolutamente nulla, la compila con precisione, me la dà e infine prende i dieci euro che gli tendo.

Per dieci euro da un conoscente.

Certo. Ha fatto quel che doveva. Però aveva ragione il ministro di qualche anno fa. E mi ha fatto molto piacere averne conferma. E’ un buon segno.

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