Letture autunnali (1)

Letture autunnali (1)

Devo dare un seguito ai post delle letture estive. Per ora sto semplicemente finendo la serie dei Noir di Repubblica. Ancora un po’ assolati e spiaggevoli. Poi vedremo come proseguire con un clima più consono.

Il senso del dolore, di M. De Giovanni. Ambientato nella Napoli fascista, vede come protagonista il commissario Ricciardi, uomo di doti particolari. Mi è piaciuto molto, per le sue atmosfere contrastanti, per i personaggi coerenti anche se talvolta il rischio dello stereotipo è in agguato, per qualche tocco di poesia che fa capolino dalla finestra del commissario. Anche come giallo, è una variante sofisticata della camera chiusa, con una soluzione non banale.

La settima vittima, di A. Marinina. Siamo qui a Mosca, le protagoniste sono due donne, di cui una, anche se non si sa quale delle due fino alla fine, è la vittima designata. Tra vicoli ciechi e false piste, la trama si svolge e si lascia seguire agevole, e i tanti personaggi (non semplicissimo seguire e ricordare tutti, nonostante la sinossi iniziale, complice anche la struttura nome-patronimico-cognome tipica degli appellativi russi e i relativi nomignoli) vengono seguiti individualmente, compreso l’assassino. Interessante come l’autrice dispone fatti e prove gradualmente ma apertamente, permettendo al lettore di cadere in tutti i trabocchetti in cui cadono anche gli investigatori, fino a una soluzione che esce dallo schema ma a cui, con un po’ di attenzione e di fantasia, non è impossibile arrivare prima della sua esposizione. Un po’ accademica, ma comunque coerente con il resto del romanzo, la riflessione filosofica sulla morte che conclude il faccia a faccia finale della settima vittima con l’assassino. Sicuramente altre estati o inizi d’autunno mi vedranno in mano con altri romanzi di Marinina.

Scomparso, di J. Hansen. California, una star radiofonica scompare, è ritenuta morta, ma il detective assicurativo Brandstetter deve trovarne il corpo. Ne segue un’indagine in cui segreti inconfessabili e scandalosi nella mentalità del luogo e del tempo vengono alla luce. Uno stile di scrittura in cui non tutto viene detto e che richiede molta attenzione e un certo intuito da parte del lettore caratterizza questo giallo che apparentemente ha una facile soluzione, di cui però Brandstetter non è soddisfatto. E infatti la complessità della situazione e dei sentimenti di tutti i personaggi richiedono una profondità di indagine a cui Hansen, con tratti brevi e intensi, forza il lettore. Voto alto anche a questo.

E infine un buon voto alla collana, che rappresenta una sorta di giro del mondo e d’Italia in noir. Le location toccate, infatti, sono solo molto parzialmente quelle più usuali per questo genere di letteratura. Per citarle tutte, vengono toccate Barcellona, Shanghai, Istanbul, Dublino, Oslo, Gaborone, Mosca e la California e in Italia Vigata, Pisa, la città di M. e Napoli. Una varietà di interpretazioni del genere che decisamente apre molte porte a future letture.

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