L’esempio giusto

L’esempio giusto

Il calendario mi ha ricordato ieri che era il 4 ottobre. Non ho praticamente mai avuto l’occasione di festeggiarlo quale “solennità civile”, visto che è stata abolita proprio nell’anno in cui iniziavo la scuola elementare. Eppure, forse complice la presenza di diversi Francesco nella mia cerchia di conoscenze a cui augurare un buon onomastico, non ho mai dimenticato chi è il festeggiato.

Un uomo che non ha esitato a gettare alle ortiche la ricchezza mercantile della famiglia quando si è reso conto che questa non gli avrebbe consentito di vivere pienamente la propria libertà e dignità. Un uomo che ha invece scelto la povertà per fuggire le tentazioni del denaro, per curarsi di ciò che riteneva valere più di ogni ricchezza.

Un uomo che aveva conosciuto la guerra in un tempo di guerre, ma aveva scelto la pace, la non violenza, il dialogo, tanto che persino il nemico per antonomasia aveva voluto parlare con lui, l’aveva accolto e onorato.

Un uomo che parlava e scriveva come il popolo, che ancora oggi è annoverato tra i primi autori della nostra lingua.

Un uomo che viveva nella natura come parte di essa, riconciliato con la vita, in tutte le sue forme.

Un uomo che ha vissuto il proprio essere di Dio in mezzo alla gente con grande rigore nei propri confronti e grande apertura negli altrui.

Un uomo che ha segnato la storia di persone e istituzioni, che ha insegnato con l’autorità della coerenza e della rettitudine, il cui esempio ha scavato coscienze per secoli.

Un uomo che ha offerto un modo nuovo di convivere e di condividere.

Non so perché nel 1977 si sia deciso di togliere visibilità al fatto che San Francesco d’Assisi sia uno dei due patroni d’Italia. Immagino che le ragioni siano state economiche. Pazienza. Forse certe scelte permettono di guadagnare in una certa valuta, ma si pagano con altra moneta.

Ricordo un detto latino che dice, più o meno, che si impara molto più velocemente ed efficacemente dagli esempi che dalle regole. Gli esempi di italiani in cronaca da qualche tempo non so perché ma se insegnano qualcosa in modo breve ed efficace, è qualcosa che non vorrei che imparassimo troppo bene.

E’ un buon motivo per ricordarci ogni tanto che Francesco d’Assisi è ancora protettore del nostro Paese. Non servono miracoli: basta mettere la sua biografia di fianco alla cronaca dei nostri giornali. Non so voi, ma questo mi basta per sentire la vergogna di appartenere allo schifo di oggi svanire nel vento dei secoli.

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