Letture estive (5)

Letture estive (5)

Ormai si concluderà la serie, visto che l’estate sta finendo e un anno se ne va.

Comunque per ora ci stiamo dentro e quindi ecco altri tre titoli.

La regina dei castelli di carta, di Stieg Larsson. Forse dei tre è il più debole, come giallo. Però conclude efficacemente. Alla fine sono arrivato quasi ad affezionarmi a Lisbeth, mentre Mikael Blomkvist è diventato un po’ un cugino rompiscatole, quello che sì, vabbè, abbiamo capito. No, davvero, non male tutta la trilogia, presa complessivamente.

L’unico figlio, di Anne Holt. Una fatica immane. Non so perché, se l’argomento, se la situazione, se l’insistenza su certi aspetti della vita privata o su atmosfere scandinave, dopo aver terminato una trilogia che pigiava con insistenza sugli stessi tasti e sulle stesse atmosfere, non ho idea. No, non posso dire di averci trovato nulla che mi invogli a leggere altri romanzi della stessa autrice.

Dove è sempre notte, di John Banville. Qui siamo tra Dublino e Boston. Anche con questo ho faticato un po’, all’inizio specialmente, credo a causa di una costruzione piuttosto lenta e dettagliata delle personalità dei protagonisti, Mr Quirke per primo. Poi, all’improvviso, la trama decolla e tutto procede molto più filato, con un paio di colpi di scena. L’esito invece mi ha lasciato sorpreso, positivamente sorpreso, per l’inconcludenza. Ma effettivamente, là dove è sempre notte non poteva che essere così.

Un pensiero su “Letture estive (5)

  1. A me invece L’unico figlio non è dispiaciuto… soprattutto per come è costruito.
    Come te, trovo l’ultimo di Millennium meno bello dei primi due, ma l’effetto complessivo, concordo, è “davvero non male”. E Blomkvist scassa, sì!
    ciao!

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