Porta a porta

Porta a porta

Dlin dlon! No, non parlo di Bruno Vespa. Parlo di raccolta differenziata.

Io amo il porta a porta. Lo sposerei, se non fossi già sposato. Forse arriverei a una storia clandestina.

Invece le nozze coi fichi secchi, come quelle che tentano di spacciare per porta a porta nel nostro comune, non mi piacciono tanto. Il bidone delle lattine, vetro e plastica noi non ce l’abbiamo. Giriamo coi sacchi. Che vanno esposti solo nel giorno giusto, e quindi il resto della settimana sono in giardino a dare un tocco di giallo tra gli altri bidoncini neri, marroni e blu. Il bidone del verde non ce l’abbiamo. Chi è andato a reclamare, dicendo che col giardino abbiamo parecchi rifiuti del genere, e che oltretutto il giardino è area comunale e quindi ci facciamo anche carico di mantenere qualcosa che non è nostro, è stato risposto che il bidoncino del verde costa una cifra che non ricordo ma che nessuno è evidentemente interessato a sborsare. Ma la ciliegina è l’organico, che pure dovrebbe essere l’eccellenza del servizio. Ci hanno dato dei rotoli di sacchettini bianchi e dei piccoli contenitori domestici, più i bidoni condominiali. I sacchettini bianchi, a staccarli per posizionarli, si bucano in fondo. Zac. Contando che il piccolo contenitore ha un bel fondo grigliato, la percolazione dei sughi nel sottolavello è cosa garantita. Grazie. Poi, a posizionarli all’interno del piccolo contenitore, si smagliano o si strappano, a seconda della fortuna, perché il piccolo contenitore è troppo grande per il sacchetto. Grazie ancora. Non parliamo poi di quel che succede quando li si estrae, quando anche il bordo superiore si strappa. Mitico è il pezzettino di spago allegato, con cui un sacchettino normale si potrebbe tranquillamente chiudere, ma un sacchetto diversamente integro come i nostri ne ride apertamente. Grazie mille.

Come dicevo, non mi piacciono per niente le nozze coi fichi secchi. Se prendi in gestione un servizio del genere risparmi dove puoi, ma le cose essenziali le fai bene. O non le fai.

Certo, poi vedo invece come vanno le cose in città, dove abita mia madre. La sua strada dall’avvento del porta a porta si è trasformata, dalla zona residenziale che era, in una discarica a cielo aperto, dove bidoni di tutti i colori, insufficienti, e spazzatura in esubero fanno bella mostra di sé a qualunque ora del giorno. E allora mi tranquillizzo. Alla fine il nostro gestore è forse inesperto, diamoglielo il beneficio del dubbio: certamente non lo fa apposta per convincere con l’invasione della monnezza la cittadinanza recalcitrante circa la assoluta necessità di un termovalorizzatore che valorizza solo le  azioni dell’azienda.

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