Notizie dal congresso

Notizie dal congresso

Il congresso è finito.

Appena prima della foto di rito, del pranzo, di Nacho che ha imbracciato il charango e si è messo a cantare la zamba del minatore, appena prima c’è stata la relazione conclusiva.

Il vecchio relatore, sul palco col bastone e una quantità spropositata di anni, emeritissimo negli States, ha faticato a ricordare le parole esatte, ma non a commentare esperimenti, a mettere in relazione risultati provenienti da ogni parte del mondo, a proporre interpretazioni.

Ha concluso dicendo di avere ancora molte domande in testa, “because in science what’s fun is what you don’t know”.

Lo ripeto, per assicurarmi di aver capito bene: questo vegliardo, accompagnato da altrettanto vetusta consorte, dice che continua a far scienza, cosa che probabilmente non ha mai smesso di fare da quando era studente, perché si diverte.

Ho pensato che sarebbe la cosa più convincente e vera che ogni insegnante di materie scientifiche dovrebbe poter dire. Il problema è solo in parte l’età, visto che se la biologia lo consente, la previdenza sicuramente mi garantirà di essere in servizio attivo e per nulla emerito fino alla fine dei miei giorni. No, il problema è riuscire a fare gli insegnanti e fare scienza allo stesso tempo. Se i professori universitari fanno una relativa fatica a conciliare le due cose, un insegnante di scuola probabilmente il problema non se lo pone nemmeno. Al massimo percepisce l’urgenza di un equilibrio tra l’insegnamento e la burocrazia.

Ma far burocrazia e far scienza non sono la stessa cosa. E far scienza o non farla fa una bella differenza, con o senza charango. Oh yes.

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