Sii umano

Sii umano

Credo che sia giusto, in questo caso, rimuovere i riferimenti sessisti: l’autore parla di “man”, per ovvii motivi culturali; che, nonostante io traduca oggi come “umano”, vuol dire proprio “uomo”. Io credo che non ci sia bisogno oggi di escludere nessuno dai pensieri qui sotto esposti, che forse fa bene a tutti e a tutte incontrare ogni tanto. Quindi, eccoli qua.

L’umano è un essere razionale; e in quanto tale riceve dal sapere il cibo e il nutrimento che gli è più consono. Ma tanto ristretti sono i confini della comprensione umana, che in questo campo può sperare in poca soddisfazione, sia per quanto riguarda la portata che la sicurezza delle sue conquiste.

L’umano è un essere sociale non meno di quanto sia razionale: ma non può sempre godere di compagnia gradevole e divertente né può sempre conservare il giusto gradimento per essa.

L’umano è anche un essere attivo: e per questa sua disposizione, oltre che per le varie necessità della vita, deve assoggettarsi ai negozi e all’occupazione: ma la mente richiede un certo rilassamento e non può sempre sopportare di piegarsi alla cura e all’industriosità.

Sembra, quindi, che la natura abbia indicato uno stile di vita vario come il più indicato alla razza umana, e abbia segretamente ammonito gli umani a non lasciarsi attirare troppo da nessuna di queste tendenze, tanto da rendersi incapaci di altre occupazioni e intrattenimenti.

Concediti alla tua passione per il sapere, dice, ma fa’ che la tua scienza sia umana, in modo che abbia un riferimento diretto all’azione e alla società. Il pensiero astruso e le ricerche profonde io proibisco e punirò severamente, con la malinconia pensosa che esse introducono, con l’infinita incertezza in cui ti avvolgeranno, con la fredda accoglienza con cui le tue presunte scoperte saranno salutate una volta comunicate. Sii un filosofo; ma in mezzo a tutta la tua filosofia, sii sempre umano.

(David Hume, An enquiry concerning human understanding, 1748)

3 pensieri riguardo “Sii umano

  1. [Caspita! Mi accorgo adesso della ” consonanza” fra il mio ultimo post e questo (qualcuno direbbe comunque: “si parva licet… et coetera”). Io giuro che non volevo plagiare (giurìn giurèlla!) e arrivo a pensare che, forse, si senta un po’ nell’aria la mancanza di umanità in molte delle cose che accadono e vediamo. Vabbè: considera quel che ho scritto io la risposta terra terra al “gioiello” di Hume…]

    1. Non credo che le consonanze siano coincidenze, casualità. Credo fermamente in quel che scrivi: si sente nell’aria la disumanità del mondo che abitiamo. Il che, visto dall’altra parte del bicchiere, equivale a dire che c’è tanta umanità da riversarvi, se sappiamo trovare l’intelligenza per farlo… E allora evidenziamola, questa consonanza, mettendo la tua originalità di fianco alla mia mera copiatura delle righe di un grande:
      http://kabarevoltaire.wordpress.com/2012/08/10/pane-e-veleno/
      Grazie!

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