Cose che amo di T&T – Gli elementi

Cose che amo di T&T – Gli elementi

Oggi l’amica Sherry torna a Trinidad. L’anno scorso c’eravamo anche noi. Così, per fare un po’ di pubblicità e per condividere qualche bel ricordo, ecco qua un elenco, che nonostante il titolo, riferisco solo all’isola di Trinidad, che conosco meglio.

Gli elementi

Il fuoco è principalmente il sole, che a Trinidad non è particolarmente amichevole. Ma in spiaggia gli si perdona tutto, anche l’eccessiva irruenza, anche la incredibile velocità con cui sorge e tramonta, instancabile e puntuale tutto l’anno. Fuoco sono anche le misteriose attività del sottosuolo, di cui il lago d’asfalto è un esempio. Un mondo molle, in cui anche le case devono galleggiare su zattere di cemento, in cui l’acqua non è assorbita dal terreno e crea pozze oleose e odorose. E infine fuochi nei quartieri, per le strade, sono i segni delle preghiere indù, accompagnati da musiche, canti, cibo, incontri.

L’aria è calda e sempre profumata. Dagli aromi delle piante bagnate dopo un acquazzone, all’odore di fritto, se si passeggia lungo una strada commerciale, o di spezie se la strada è residenziale. Ed è anche e soprattutto condizionata, piacevole se delicata, cioè quasi mai, o quando goduta all’aria aperta camminando davanti a una fila di negozi.

La terra sono delizie naturalistiche come il Caroni Bird Sanctuary, isolotti nella palude in cui nidificano e pernottano quantità impressionanti di trampolieri, o il Wildfowl Trust di Point-à-Pierre con i suoi uccelli liberi in un’oasi di terra e corsi d’acqua nel mezzo di un insediamento industriale e petrolifero. Terra è anche la vegetazione, gli alberi a ombrello, la foresta, le mangrovie. Terra è tutta l’isola di Trinidad con le sue pianure, le sue valli, le tre catene montuose, la Saddle road, che collega San Juan a Maraval lungo il percorso più lungo possibile, attraverso monti e foresta.

E infine l’acqua. Prima di tutto quella che cade dal cielo. Precipita, all’improvviso, con una violenza contro cui nessun ombrello ha speranza di vincere, e dopo poco, come è venuta, improvvisamente smette; che allaga e inonda, ma solo per mezz’ora, facendo uno strepito inaudito sui tetti che sotto il suo battere sembrano tutti di lamiera. Poi le nubi: tanto basse da dare un’idea di movimento anche quando costituiscono un soffitto compatto, tanto vicine che se ne vedono sfumature anche quando coprono il cielo in modo uniforme. E poi, ovviamente, il mare: un mare che non lascia nuotare tranquilli, che vuole essere protagonista di tutti i giochi acquatici; un mare romantico che non incanta con le visioni cromatiche delle barriere coralline, ma lascia senza fiato di fronte alle sue dimensioni, alla forza che esprime, alla profondità con cui specchia il verde, l’oro, il celeste.

Ecco, un piccolo assaggio di ciò che mi piace di Trinidad… A più avanti per un seguito.

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