Pensa, è gratis

Pensa, è gratis

Gira su facebook un’immagine, ora non ne ricordo il colore, ma penso scura, con solo questa scritta: “Pensa, è gratis”.

Io ho sempre ritenuto che qualunque invito all’uso del pensiero sia lodevole e meriti di essere condiviso. Ma questo è palesemente fuorviante.

Pensare non richiede forse nessun esborso economico, ma è attività che ho sempre trovato piuttosto costosa.

Pensare mi costa perché il mio cervello ha bisogno di combustibile, e il combustibile sono parole, idee, notizie. Ma il combustibile è caro, a sua volta richiede ascolto, attenzione, apertura.

Pensare mi costa perché il mio cervello ha bisogno di tempo; tempo in cui è consapevole di lavorare, sa di star pensando. Oh, certo, gli studiosi dicono che il cervello non smette mai di elaborare. Io non so quello degli altri, ma il mio, affinché il suo lavoro diventi cosciente, ha bisogno che gli dedichi tanto tempo. E il tempo, lo sappiamo tutti, specialmente gli idraulici, è denaro.

Pensare mi costa perché in qualche anno di uso ho avuto la prova che se lo voglio far girare a vuoto, senza che produca alcunché d’interessante, tutto quel che devo fare è scollegarlo dalle mie emozioni, dalla mia interiorità, dalle mie credenze, da un sacco di altre dimensioni che solitamente si contrappongono alla “ragione”. Ma se invece voglio collegarle, perché mi piacerebbe dare al mio pensiero un valore più che nominale, vado ad aprire scatole difficili da ordinare, talvolta faticose da affrontare, in continuo movimento e mutamento.

Pensare mi costa perché per poterlo fare devo volerlo fare. Vedi un po’, ci ho messo tutti i verbi servili, e non a caso. Io vedo che su alcune cose, il pensiero parte automatico e va da solo, ma non c’è mai nulla di nuovo. Invece, per aprire una porta nuova, ho sempre bisogno di costringermi un po’.

Ma allora, se pensare costa tanto, perché condividere gli inviti a farlo?

Qualche sera fa ero in pizzeria. Al tavolo di fianco al mio c’erano alcune persone che hanno parlato di soldi per tutto il tempo del pasto. Con rabbia, in certi momenti. Solo alla fine si sono accorti che avevano finito un’ottima pizza. Ma è stato un commento fugace. Credo sia così per tanti piaceri della vita: se ti distrai con quanto li paghi, non te li godi.

E il pensiero è decisamente un piacere. Lo dico da dilettante, beninteso. Ma sì, dilettante, perché lo faccio per diletto. Ed è forse l’unico piacere che ci viene dato e tolto insieme con la vita, e in ogni situazione rimane almeno in parte accessibile.

E persino questo blog, un blog da dilettante, ovviamente, è un po’ il mio programma di allenamento, la tabella di marcia per non dimenticarmi ogni giorno di godere un po’ di questo piacere. E, pur essendo consapevole della qualità non eccelsa del prodotto, mi fa piacere pensare, e qualche commento me ne dà ragione, che quel che ho pensato io, che ha dato piacere a me come essere umano nel pensarlo, diventa punto di partenza per il piacere di pensare di qualcun altro.

Che non è gratis, comunque.

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