Contratti e calciatori

Contratti e calciatori

Stamattina per radio, tra un'”ipotesi biscotto” e l’altra, sentivo il signor Damiano Tommasi lamentare il fatto che anche quest’anno siamo in ritardo per la sigla del contratto collettivo dei calciatori di serie A. Nonostante, dice il Tommasi, le richieste dei calciatori non siano particolarmente esose.

Vorrei ricordare al signor Tommasi che diverse categorie, quali ad esempio gli insegnanti, lavorano in condizione di blocco contrattuale da ormai parecchio tempo e ancora per diversi anni (si parla del 2015).

Nell’Italia di oggi i calciatori, in particolare quelli di serie A, sono certamente più importanti e certamente esercitano un ruolo sociale molto più edificante degli insegnanti. E perciò, signor Damiano, fossi in lei sarei anche meno timido e minaccerei sicuramente e fin d’ora azioni gravissime quali il blocco del campionato. Mi pare che oggi il Paese non si possa permettere di avere calciatori di serie A scontenti e amareggiati, che rischiano di non arrivare a fine mese o si devono ammazzare di allenamenti per far quadrare i conti.

Oltretutto, con una situazione politica in cui persino il Presidente del Consiglio suggerisce l’idea di fermare il campionato per un anno o due. Ma signor Tommasi, spetta a lei farsi sentire e dire al professor Monti che, eventualmente, un blocco del campionato lo minaccia lei e a fronte di richieste sindacali assolutamente sacrosante.

Su, signor Tommasi, si faccia valere. Nella nostra Italia senza pudore e senza vergogna, anche la sua voce ha pieno diritto d’alzarsi forte e chiara.

3 pensieri riguardo “Contratti e calciatori

  1. Tommasi era quello che quando giocava con la Roma si trattenva solo 1500 euro di stipendio e il resto lo devolveva ad oratori e associazioni di beneficienza. Comunque, ad ognuno il suo… nel ruolo di Presidente dei Calciatori, fa gli interessi dei giocatori… Se anche la Camusso facesse gli interessi dei lavoratori, anziché quelli del suo sindacato-partito…

    1. Certo! E infatti fa benissimo a farsi gli interessi della sua casta. Così come lodiamo volentieri i politici che si fanno i propri.
      Caro Dante, la Camusso, discutibile quanto vuoi, a ragione o a torto, è convinta di fare il bene degli Italiani, non solo degli iscritti al suo sindacato. Esattamente la stessa coscienza collettiva di Tommasi, direi, particolarmente in questo momento di gloria della sua categoria e di evidente allineamento della sua categoria con la sorte del Paese.

      1. E comunque, Dante, è capitato più di una volta, tra cui nel caso del blocco della contrattazione, che altri sindacati abbiano convinto i propri iscritti della necessità di lasciar perdere pur legittime proteste nell’interesse generale. Ma ovviamente questo non si può applicare ai signori calciatori e ai loro rappresentanti sindacali, ci mancherebbe altro.

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