Futuro presente

Futuro presente

“E’ stata colpita la scuola, che è il futuro del Paese”. Così commenta un esimio giornalista la tragedia di ieri. Irritante luogo comune.

La scuola è un pezzo del presente di questo Paese. Un pezzo della ricchezza dell’oggi di questo Paese.

Ed è per questo che è stata colpita: non perché i giovani di oggi saranno in futuro elettori, consumatori, professionisti, cittadini più o meno onesti, più o meno convinti di un modo di vivere che fa a meno della corruzione, delle mafie, delle collusioni. Ma perché oggi giovani e insegnanti, dirigenti e ATA rappresentano la presenza di uno Stato che educa, che nei fatti lascia fuori dalla porta delle proprie aule la logica, la forma mentis, la conformità dell’illegalità e del terrore.

Melissa non è solo una speranza che non sboccerà. Melissa è una testa, un cuore, una volontà, un’intelligenza, mani e piedi che vengono meno, oggi, a quella realtà, fondamentale, di cui fino a questa mattina faceva parte: la realtà di un Paese che cresce, che prende coscienza di sé, che riflette, che agisce.

Non so chi possa volere questo, chi possa voler colpire una società in una delle situazioni più indifese ed indifendibili, più care affettivamente, provocando la morte di figli e nipoti, di studenti, di giovani, causando terrore e incertezza, ma anche una prevedibilissima reazione sdegnata e massiccia di una società già colpita fortemente in molti altri modi. Temo che, come dice il procuratore Scarpinato, le cose siano ben più complesse e peschino più in profondità di quanto sembrano.

Ma la risposta può essere già lì, oggi, oltre che nelle piazze e nelle carovane: tra i compagni e le compagne di Melissa in tutto il Paese, tra gli insegnanti di Melissa e di ragazzi e ragazze come lei, da Trieste a Trapani, da Ventimiglia a Ugento, tra i dirigenti e il personale di tutte le scuole della Repubblica. Può essere lì, già oggi, in questo presente drammatico, la risposta al terrore.

Ricordare, riflettere, studiare, comprendere, esprimere, protestare, proseguire, appartenere: ecco i verbi da coniugare al presente nelle nostre scuole, perché da lì contagino di futuro il nostro Paese.

Sentiamo oggi una campana, suona a lutto per Melissa. Chiediamoci però oggi per chi suona quella campana, perché non siano i suoi assassini a deciderlo.

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