Un dialogo immaginario

Un dialogo immaginario

“Eccoti la ricevuta per la lezione di oggi”.

“Grazie. Ma ha detto mio padre che a noi non serve. Può anche non farla, e magari farci lo sconto”.

Mettiamola così: questo scambio me lo sono immaginato pensando a come è facile per un insegnante evadere il fisco, nonostante gli insegnanti ci tengano a farsi inserire nel novero di coloro che non possono farlo in quanto dipendenti.

Ma anche pensando a come è difficile non farlo, visto che, mi pare di poterlo dire, ormai l’idea dell’aggiustatina “le tasse non pagate ce le spartiamo tra evasore e cliente” è tentazione assai comune.

E, mettiamola così: questo scambio immaginario io me lo sono sognato che finisce così:

“No, guarda, non hai capito: la mia copia serve a me per la dichiarazione dei redditi e se la faccio per me la devo fare anche per te; se non vi serve, i bidoni blu ce li avete voi come ce li ho io…”.

Io credo che non ci sia bisogno di contrapporsi su questo, insegnanti e studenti, per determinare di chi sia la colpa, ma di aiutarsi a comprendere il valore e la necessità di certi comportamenti. Forse occorre studiarlo un po’, questo dialogo immaginario.

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