A me piacciono gli arbusti

A me piacciono gli arbusti

… e le umili tamerici. Per questo ringrazio Pietro che, commentando su Facebook il mio ultimo post, mi ha fatto risonare con tre note di Pascoli. Eccole.

Temporale

Un bubbolio lontano…

 

Rosseggia l’orizzonte,

come affocato, a mare:

nero di pece, a monte,

stracci di nubi chiare:

tra il nero un casolare:

un’ala di gabbiano.

 

Il lampo

E cielo e terra si mostrò qual era:

 

la terra ansante, livida, in sussulto;

il cielo ingombro, tragico, disfatto:

bianca bianca nel tacito tumulto

una casa apparì sparì d’un tratto;

come un occhio, che, largo, esterrefatto,

s’aprì si chiuse, nella notte nera.

 

Il tuono

E nella notte nera come il nulla,

a un tratto, col fragor d’arduo dirupo

che frana, il tuono rimbombò di schianto:

rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo,

e tacque, e poi rimareggiò rinfranto

e poi vanì. Soave allora un canto

s’udì di madre, e il moto di una culla.

2 pensieri riguardo “A me piacciono gli arbusti

    1. E in mezzo la cura della madre, preoccupata che chi dorme non si svegli o non si spaventi. Pascoli emoziona molto anche me. Buon weekend a te, col tempo che preferisci.

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