Steinbeck on writing

Steinbeck on writing

Ho trovato, grazie a brainpickings, sei consigli di John Steinbeck sulla scrittura, tratti da un’intervista del 1975. Li traduco qui, per me e per chi ogni tanto scrive due righe o è impegnato nella stesura di un romanzo o magari è capitato qua per caso. Le posto come tributo a chi predica bene e razzola di conseguenza, in mezzo a tante agghiaccianti “regole per la scrittura” che si trovano sulla rete (alcune, credo demenziali, qui).

1. Abbandona l’idea di finire. Dimentica le quattrocento pagine e scrivi solo una pagina al giorno: aiuta. Quando poi arriverai a terminare, ne rimarrai sorpreso.

2. Scrivi in modo libero e più velocemente possibile e metti tutto su carta. Non correggere o riscrivere mai finché non hai buttato giù tutto. Riscrivere nel corso della scrittura è solitamente una scusa per non andare avanti. Inoltre, interferisce con il flusso e il ritmo che può provenire solo da un certo tipo di associazione inconscia con il materiale.

3. Lascia perdere il pubblico generico. Prima di tutto, un pubblico senza nome e senza volto ti spaventerà a morte e in secondo luogo, al contrario di quanto avviene a teatro, non esiste. Nella scrittura il tuo pubblico è un singolo lettore. Ho scoperto che qualche volta aiuta scegliere una persona, una persona reale che conosci o una persona immaginaria, e scrivere a quella.

4. Se una scena o una sezione non ti viene proprio, ma pensi comunque che la vuoi mantenere, saltala e va’ avanti. Quando avrai finito il tutto puoi tornare indietro e forse scoprire che ti dava problemi perché non era al posto giusto.

5. Fa’ attenzione a una scena che ti sta troppo a cuore, più a cuore del resto. Generalmente si scopre che è fuori contesto.

6. Se usi i dialoghi, recitali ad alta voce mentre li scrivi. Solo allora avranno il suono del parlato.

Buona scrittura.

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