Acque patrie

Acque patrie

Sfogliando un atlante stradale mi sono imbattuto in una considerazione interessante, che probabilmente non interesserà nessuno, ma siccome ritengo che la geografia racconti tante storie, la propongo qui.

Il Lago di Lei: chi lo ha mai sentito nominare? Si trova nel comune di Piuro, provincia di Sondrio; la valle fa parte del comprensorio sciistico di Madesimo, tanto per inquadrare meglio. Cos’ha di interessante questo lago? Che le sue acque scorrono all’insù. Detta così fa ridere: intanto che le acque di un lago scorrano non è banale: eppure in un lago le acque entrano e poi ne escono, quindi un moto, seppure lento, c’è. “All’insù” non è propriamente corretto, ma è quello che solitamente si dice quando qualcosa su una cartina va da sud verso nord, visto che siamo abituati ad avere il nord in alto. Scorrono verso nord, verso la valle svizzera contigua, che è percorsa nientepopodimeno che dal Reno. Cioè a dire, le acque del Lago di Lei si buttano nel Reno. E da qui iniziano un viaggio, unico per le acque sgorgate dal suolo italiano, verso il Mare del Nord.

Ero abituato a pensare che le sorgenti italiane fossero tributarie dei mari italiani. Sapevo che in un paio di fiumi italiani, il Ticino e l’Isonzo, scorrono acque straniere. Non credevo che avvenisse anche l’opposto.

E invece il Lago di Lei non è nemmeno l’unica eccezione.

A Livigno scorre il torrente Spöl, che sconfina anch’esso in Svizzera ad offrire le proprie acque al fiume Inn. Stessi monti d’origine del Reno, ma diversissima fine. Anche la Drava, che nasce in val Pusteria dalle parti di Dobbiaco, ed è il più lungo dei fiumi che nascono in Italia con i suoi 750 km di lunghezza, si getta vicino al confine serbo-croato nel Danubio. Il torrente Slizza, che nasce presso la Sella Nevea, attraversa il comune di Tarvisio, provincia di Udine, varca il confine austriaco e si getta nel fiume Gail, che a sua volta è tributario della Drava. Le acque del torrente Spöl, del torrente Slizza e della Drava, attraverso il Danubio, si mescolano alle acque dei fiumi delle grandi pianure dell’Europa orientale e dei Carpazi nel Mar Nero.

Le molecole d’acqua non sono marchiate secondo la sorgente. L’unica considerazione logica che si può trarre da questo è che chi ha disegnato i confini nazionali non sempre ha tenuto conto degli spartiacque alpini.

Un po’ più romanticamente, se si vuole, si potrebbe però notare come l’acqua, biologicamente la sostanza che costituisce la base di ogni vita sul nostro pianeta, se ne freghi delle convenzioni umane. E’ un bene di tutti, è un bene per tutti, indipendentemente dalle appartenenze nazionali, etniche, linguistiche, politiche. Per fortuna.

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