Una magra consolazione

Una magra consolazione

La prescrizione, in ambito penale, vuol dire che il reato è stato commesso troppo tempo prima perché sia ancora interessante per lo Stato cercare un colpevole. Non significa innocenza. Significa un dubbio.

L’imputato che punta sulla prescrizione non vuole che sia accertata la sua innocenza: per quello bisogna che il processo vada fino in fondo e il verdetto sia chiaro. No, vuole uscire senza essere condannato.

Per questo Silvio Berlusconi che si lamenta e vuole la prescrizione a tutti i costi è comunque sconfitto: non vuole essere dichiarato innocente. Vuole non essere condannato.

In un paese civile questo, per un uomo politico, unito al fatto che il politico ha usato tutto il potere di cui disponeva per fermare i procedimenti giudiziari a suo carico, equivale a una ammissione implicita di colpevolezza. Non rilevante giuridicamente ma impresentabile all’elettorato.

Non in Italia. Ma forse il vento di cambiamento sta soffiando anche su queste cose.

2 pensieri riguardo “Una magra consolazione

  1. Il fatto che Berlusconi cerchi di proteggersi “dai” processi, non riconoscendo di fatto l’autorità e l’autorevolezza della magistratura, non è poi così consolante, perché, dal suo punto di vista non è un’ammissione di colpevolezza, ma la denuncia della presunta parzialità della magistratura: è, in altre parole, la testimonianza più eclatante della natura tecnicamente eversiva di quel quel che Berlusconi ha fatto o provato a fare in questo Paese. Lui vuole fare passare il messaggio che è perseguitato da una magistratura che ha abdicato al suo ruolo per fini di lotta politica, mettendosi così fuori dallo Stato.
    In altre parole i giudici potrebbero anche cogliere B. sul fatto, con le mani sporche di marmellata, lui dichiarerebbe serafico che i giudici mentono e che la foto è stata ritoccata con fotoshop, o che le cose non stanno come sembrano. Quando non accetti le regole della democrazia, te ne chiami fuori, a quel punto tutto diventa possibile e, allo stesso tempo, tutto diventa assurdo. Speriamo solo che sia una stagione passata.

    1. Ti do ragione su tutta la linea. Purtroppo il vedere le istituzioni al proprio servizio e non viceversa è un habitus mentale penetrato in profondità. Basta vedere la differenza di trattamento degli arbitri e dei loro errori nel calcio italiano e in quello anglosassone.
      Perciò la “stagione passata” mi sembra un sano desiderio più che una speranza fondata.

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