Imagination and knowledge

Imagination and knowledge

Picasso aveva perfetta padronanza delle tecniche classiche. Beethoven eseguiva in pubblico opere di Bach e si cimentò nella composizione di fughe con brani di grande rilievo (es: la Grosse Fuge op. 133). Di Leopardi è ben nota la venerazione per i classici, mentre Ungaretti insegnò letteratura italiana all’università di Sao Paulo, pubblicò saggi di critica e traduzioni di classici stranieri. Copernico conosceva perfettamente il modello tolemaico. Einstein nei suoi articoli del 1905 si muove perfettamente a proprio agio nella fisica “storica” e tra gli ultimi sviluppi degli anni immediatamente precedenti.

Lo slogan “imagination is more important than knowledge”, attribuito a quest’ultimo, è un po’ disonesto da parte sua. E sicuramente fuorviante. Tutti i grandi rivoluzionari hanno una solida preparazione, conoscenze ben radicate, meditate e praticate. Senza conoscenza, l’immaginazione può ben poco.

In bocca ad Einstein, che la conoscenza l’aveva, questo slogan ha un senso condivisibile. Pronunciato come giustificazione al disimpegno dallo studio e dalla preparazione rigorosa e razionale, è destinato solo a produrre mediocrità. Non contributi rivoluzionari ma flatulenze creative cui, forse, qualcun altro dotato delle necessarie conoscenze sarà in grado di dare un valore e un seguito. Amen.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.