Bilancio di competenze

Bilancio di competenze

Su Repubblica.it: “i neutrini sono più veloci della luce di circa 60 nanosecondi”.

Ora, io non credo che a scrivere articoli di scienza mettano il primo venuto, magari sottraendolo alla nera. E in effetti nell’articolo questa frase, errata, viene affiancata da altre corrette che contribuiscono a spiegarne il significato aldilà dell’errore, anche se non ne cancellano l’imprecisione linguistica.

Dire una cosa del genere equivale, più o meno, ad affermare che la II Guerra Mondiale durò 600 litri, o, nella migliore delle ipotesi, che Aalto è due volte Lloyd Wright. O è sbagliata di peso, o, volendo interpretare le parole in modo elastico, mancano di un necessario riferimento.

L’affermazione corretta la si legge più avanti: nel primo caso, qualcosa come: “i neutrini sarebbero più veloci della luce di circa 25 parti su un milione, o dello 0,0025%”, e nel secondo caso, presente anche nel sottotitolo dell’articolo, “i neutrini sembrano essere più veloci della luce di circa 60 ns nel percorrere 730 km”. Perché credo sia evidente a tutti che se io e mio figlio ci mettiamo a correre insieme in giardino, io arrivo dieci secondi prima di lui a metà del vialetto, ma venti secondi prima di lui alla fine del vialetto (a patto che, ovviamente, io non rallenti, o lui non cada).

Al giornalista di Repubblica bastava dire che i neutrini sono arrivati 60 ns in anticipo rispetto alle attese, lasciando stare l’aggettivo “veloci”, e la frase sarebbe stata impeccabile. Rispetto a sviste ben più evidenti e clamorose, mi pare che ci faccia una figura più che decente.

Chi fa una figura decisamente peggiore è Maria Stella Gelmini, ministra della Repubblica (non il quotidiano, purtroppo). Allego il link, ma sono certo che nel giro di poche ore verrà sostituito. E pertanto copio il messaggio originale, tratto dal sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, proprio nella sera dedicata alla ricerca:

Dichiarazione del ministro Mariastella Gelmini
“La scoperta del Cern di Ginevra e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è un avvenimento scientifico di fondamentale importanza.”

Rivolgo il mio plauso e le mie più sentite congratulazioni agli autori di un esperimento storico. Sono profondamente grata a tutti i ricercatori italiani che hanno contribuito a questo evento che cambierà il volto della fisica moderna.
Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo.

Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro.

Inoltre, oggi l’Italia sostiene il Cern con assoluta convinzione, con un contributo di oltre 80 milioni di euro l’anno e gli eventi che stiamo vivendo ci confermano che si tratta di una scelta giusta e lungimirante”.

Ora, qualcuno dovrebbe spiegare alla Ministra, prima che scriva delle fregnacce, che i neutrini sono difficilissimi da evidenziare perché passano attraverso la materia come se non esistesse. Il laboratorio nel Gran Sasso l’hanno costruito “nel” Gran Sasso anche per quello, per schermarlo da tante altre particelle che attraversano la materia fino a un certo punto, lasciando i neutrini un po’ più soli e meno impossibili da rilevare. Va da sé che non c’è bisogno di alcun tunnel. Bisognerebbe spiegarle che il Traforo delle Torricelle, passante autostradale a Verona, 11 km di cui quasi 5 km in galleria, costerà almeno 300 milioni di euro. Un tunnel di 730 km con 45 milioni di euro nemmeno i cinesi riescono a farlo. Bisognerebbe spiegarle che non c’è nessun tunnel, alla fine: c’è un tunnel per arrivare al laboratorio del Gran Sasso, c’è un enorme tunnel a Ginevra, al CERN, che ospita il Large Hadron Collider, ma non esiste nessuna galleria che colleghi i due siti. Non serve, così come non sono serviti a costruirlo i 45 milioni di cui parla, che chissà dove sono finiti, invece.

E bisognerebbe spiegare agli Italiani quali sono le reali competenze di questa donna che sovrintende alle scuole, agli atenei, alla ricerca italiana.

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