Dematerializzazione

Dematerializzazione

I bollettini postali sono “dematerializzati”: a te che li paghi rimane tutto in mano, al destinatario non arriva carta: solo informazione. E, si spera, i soldi, dematerializzati pure loro.

Per viaggiare, per migrare, i vestiti non si possono dematerializzare. Ma tante altre cose sì.

L’investimento in cultura, in esperienze, in un figlio, in un momento in cui i risparmi potrebbero crollare, è una dematerializzazione dei capitali.

La sobrietà, il distacco dai beni, in un tempo in cui potrebbe essere necessario muoversi, è una dematerializzazione degli affetti.

Il rischio della flessibilità, dell’elasticità, in una congiuntura che forse richiederà adattamento, è una dematerializzazione del coraggio.

Checché ne dicano i detrattori e indipendentemente dal fatto che abbiano ragione o torto, una cura a base di Darwin fa bene alla salute. Un pensierino alla selezione naturale e alla sopravvivenza del più adatto, quando arriva la crisi, è terapeutico. Le onde della storia hanno i loro naufraghi, ma anche qualche surfista.

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