La figura paterna

La figura paterna

Ascoltavo la radio, era il giorno del ricordo delle vittime delle foibe.
Interlocutore il professor Zecchi, docente di Estetica, ma in quella trasmissione intervistato in qualità di autore di un romanzo.
Una frase mi ha colpito: diceva, più o meno, che oggi è la figura paterna ad essere in crisi (più che quella della donna): il padre non sa come esserlo, al massimo gli riesce di essere un “mammo”.
Ho trovato interessante questa lettura, anche perché Zecchi assegnava al padre il compito caratteristico dell’insegnamento e della testimonianza di virtù quali il coraggio, l’onestà, la dirittura morale.
Ora, a parte il fatto che io non veda il perché una madre non possa ricoprire questo stesso ruolo, mi pare però una sottolineatura importante: dove i nostri figli imparano questi valori, se non in famiglia? Da chi se non dai genitori? Una figura genitoriale, anche specificamente paterna, che si caratterizzi su queste linee più che sui valori legati alla professionalità, al sostentamento economico della famiglia, al successo (inteso come realizzazione puramente individuale e individualistica) credo possa essere un regalo grandissimo da fare ai piccoli di casa.

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