Nostalgia

Nostalgia

Sarà il caffè ellenico bevuto ieri sera alla conclusione del Festival Multiculturale di Collecchio (a proposito: causa principale dell’insonnia di ieri notte? corresponsabile insieme all’afa e alla pioggia bastarda?), sarà il caldo umido di questi giorni di pianura padana, mi sono trovato stasera a desiderare solo un’insalata greca, con feta, olive, cipolla.
Il cetriolo non lo compriamo più: le ultime quattro volte che ne abbiamo presi, ce ne siamo poi ricordati dopo un paio di settimane, quando ormai erano ortaggi da compostiera.
Non tanto per nostalgia di una vacanza in Grecia (che non farebbe comunque male), ma del clima, della gente, della loro ospitalità calda e coinvolgente, dei profumi e dei colori.
Di un posto lontano ma vicino al cuore, di sapori forti, pieni, ma quasi leggeri, di acque scarse ma fredde, di monti brulli, ma dove scorre il miele, di acque vaste ma abitate e pronte per essere solcate.
Nostalgia, male del ritorno a casa. Perché Grecia è, simbolicamente, casa. Soprattutto per chi avverte la propria casa come precaria, per chi, in fondo, non ama chiamare nessun posto “casa”, o per chi, alla Pavese, deve andarsene per potervi tornare.
Tutta una vita, Odisseo, tutta una vita.
Consoliamoci con olive e cipolla.

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